Sab. Mar 2nd, 2024
femminicidi

In aumento i femminicidi commessi da partner o ex partner

L’orrenda piaga del femminicidio, dell’abuso e della violenza contro le donne umilia tutta la società, distrugge il nostro senso di appartenenza ad un mondo civile e giusto.

Dall’inizio dell’anno 105 donne sono state uccise brutalmente, quasi tutte per mano di un familiare, di un partner o di un ex.

Vite stroncate con brutalità senza un perchè, semmai ci fosse un perchè sensato nell’ammazzare madri, mogli, e fidanzate che decidono di ribellarsi ad abusi e violenze. O semplicemente decidano di chiudere una storia.

GIULIA E LE ALTRE

Questo sembra essere il perchè della fine di Giulia Cecchettin, di soli 22 anni, il cui corpo è stato ritrovato in un canale, dopo una settimana dal rapimento.  Rapita e assassinata dal suo fidanzato coetaneo che non accettava la fine della loro relazione.

Sono stati giorni in cui tutta l’Italia ha seguito con angoscia l’esito della vicenda, nell’attesa di un ritorno ma temendo sempre il peggio. Giulia la figlia di tutti noi, come l’abbiamo sentita in questi lunghi cinque giorni.  Ma anche la figlia di una società che non sa rispettare e proteggere le sue donne.  

Ad un giorno dal ritrovamento del corpo della ragazza, un’ondata di emozione si è sollevata in ogni ambiente, concerti fermati per ricordarla, cantanti e attori che lanciano messaggi di vergogna e scuse per “essere uomini”.

Solo negli ultimi 15 giorni altre due donne, uccise da un familiare. Femminicidi: un fenomeno che è in aumento rispetto ai numeri già atroci dello scorso anno (+4%).

Ed è solo di qualche giorno fa l’aberrante notizia della scarcerazione di un omicida perchè obeso. Aveva ucciso la sua fidanzata con 57 coltellate ma il Tribunale di sorveglianza ha deciso di mandarlo agli arresti domiciliari perché in carcere non avrebbe potuto curarsi.

UNA BARBARIE

Una scia di violenza contro le donne che non riusciamo a fermare malgrado, da anni, nei sindacati e nelle associazioni civili, noi donne attiviste stiamo conducendo una battaglia ad armi impari contro il mostro dell’indifferenza di istituzioni e sistemi culturali impregnati di ottusità e becero maschilismo. 

Nuove leggi sono all’orizzonte, con proposte di procedure e tempi più stringenti, con pene più certe, ma sempre troppo brevi, viste le attenuanti che continuamente vengono addotte. Quasi sempre il colpevole è incensurato e “un bravo ragazzo”.

Sono tutti bravi ragazzi i nostri figli ovviamente, ma è evidente che, dalla famiglia alla scuola, non stiamo trasmettendo loro il concetto del rispetto e dell’attenzione all’altro.

I numeri dei femminicidi parlano chiaro. Urlano le nostre colpe. Il rispetto dell’altro è un valore fondamentale di una società civile, deve essere insegnato nelle famiglie e nelle scuole, sin dall’infanzia, esattamente come si insegna a camminare e mangiare.

“dobbiamo dare a tutti la libertà di amare e di non amare, la libertà di volere gli altri e di non volerli più” (il poeta Franco Arminio per Giulia)

Scardinando in fretta tutti gli stereotipi che quotidianamente alimentano questa cultura che vede ancora la donna relegata ad un ruolo subordinato, tanto da poterne decidere della vita o della morte.

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