Il MAIE, Movimento Associativo degli Italiani all’Estero. Ma cosa significa esattamente?
Il MAIE, cito testualmente la fonte ufficiale, è “Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), fondato nel 2008 dal Presidente Ricardo Antonio Merlo, svolge la sua attività politico-culturale al di fuori di ogni appartenenza partitica tradizionale ed ha individuato le grandi linee di cambiamento per la politica degli italiani residenti all’estero:
-mettere in rete tutti gli italiani residenti all’estero e renderli partecipi della vita politica in Italia;
-promuovere all’estero il patrimonio culturale e linguistico italiano;
-dare sostegno all’associazionismo italiano cattolico, primo motore della partecipazione politica all’estero;
-rafforzare il Sistema Italia, in termini di miglioramento della qualità dei servizi offerti ai privati e alle imprese;
-potenziare e migliorare i servizi della rete consolare italiana.“
Ciò significa che, questo grande Movimento si trova in ogni parte del mondo, presente fisicamente con rappresentanti dal nord al sud America, Europa e molti altri paesi. Forte di importanti cariche istituzionali (senatori, deputati, rappresentanti di istituzioni come Com.It.Es. etc etc ) il movimento ha i suoi scopi ben precisi: aiutare ogni italiano all’estero.
Scopi e propositi
Il presidente ha affermato pubblicamente “Il MAIE intende contribuire a ricollocare l’Italia nel ruolo internazionale che la renda riconoscibile ed apprezzata nelle realtà estere in cui sono presenti gli italiani, per contribuire a creare collegamenti nuovi e forieri di grandi evoluzioni sul piano culturale sociale ed economico.“. Un progetto che darà lustro all’italianità nel mondo.
Attualmente in Spagna, il MAIE ha come rappresentante del territorio spagnolo Doña Roberta Martin, Presidente del Com.It.Es. di Barcellona. Il sottoscritto come coordinatore della regione Canarie. Don Alfonso Penariol come responsabile di Fuerteventura e Lanzarote.
Sicuramente ci sarà molto da fare, ma i presupposti del Movimento sono ambiziosi e la loro presenza non potrà fare altro che dare uno strumento in più ai connazionali per migliorare la loro permanenza nell’Arcipelago.
