Sab. Mar 2nd, 2024
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Si sa, noi italiani siamo un popolo di superstiziosi. Da sempre, in un modo o nell’altro, questo aspetto influenza i nostri atteggiamenti, anche quelli più banali, come dire ‘salute’ a chi starnutisce.

È vero, c’è chi ritiene la scaramanzia o la superstizione una semplice “ignoranza”, ma perfino Edoardo de Filippo diceva:

“essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”.

Racchiudendo in poche parole il paradosso circa questo mondo. Non ci crediamo, ma tocchiamo ferro quando sentiamo una sirena, non si sa mai. 

Ma che cos’è la superstizione?

Si tratta di attribuire a dei fenomeni o ad egli oggetti della realtà dei poteri soprannaturali, come ad esempio l’associazione che facciamo tra ferro di cavallo e fortuna o Venerdì 17 e sventura.

Nel caso delle scaramanzie parliamo di veri e propri gesti che allontanerebbero o attrarrebbero la buona sorte. Come ad esempio nel caso in cui ci cadesse dell’olio sul tavolo o per terra, sinonimo di sfortuna perenne, basterebbe versarci sopra del sale per scacciare la iella.

Alcune sono note a tutti, come il non aprire l’ombrello in casa, quella del gatto nero o dello specchio rotto.

Altre un po’ meno: sapevate che tagliare le unghie di venerdì sarebbe di buon auspicio?

Altre credenze sono proprio internazionali invece.

Qui in Gran Canaria ho conosciuto persone di vari Paesi che mi hanno raccontato che anche da loro, ad esempio, appoggiare la borsa per terra significa perdita di soldi. 

“Questo sistema di credenze esiste da tempi lontanissimi ed è sopravvissuto fino a noi nonostante il progresso scientifico.”

 Sappiamo che il meccanismo che alimenta le superstizioni non ha una base razionale, non ci sono prove scientifiche che dimostrino che passare sotto a una scala generi una serie di eventi negativi. Eppure molti di noi continuano a crederci. Ma perché? 

Sicuramente associare una conseguenza negativa o positiva ad un fenomeno ci fa sentire più protetti di fronte all’imprevedibilità del futuro.

In questo modo ci sentiamo meno impotenti di fronte agli imprevisti. Credere di poter influenzare in qualche modo il corso degli eventi alimenta quel senso di sicurezza di fondo di cui abbiamo bisogno tutti noi esseri umani.

“Io ritengo che non possiamo controllare l’imprevedibilità della vita, non possiamo decidere cosa ci accadrà in futuro. Cercare di farlo è fonte di un’ansia che devasta il mondo. Quante persone ne sono ammalate?”

Ma possiamo scegliere come comportarci di fronte a quegli eventi che ci sorprendono, in negativo o positivo. Da qui deriva l’energia che trasmettiamo, questo è certo, la positività può influenzare tutto ciò che noi attraiamo. 

Quindi sicuramente si, bisognerebbe prendere le superstizioni per ciò che sono, o per lo meno evitare che influenzino la nostra vita.

Ma dobbiamo anche ricordarci che sono pilastri secolari della nostra cultura, e perché no, ci fanno anche un po’ sorridere.

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