Ven. Mar 1st, 2024
somatizzazione

La somatizzazione ed i disturbi ad essa correlati sono disturbi psichici caratterizzati da una forte presenza di sintomi fisici (somatici) che causano un malessere significativo e/o interferiscono con le attività di tutti i giorni.

La somatizzazione è un disturbo psichico caratterizzato dalla preesenza di sintomi fisici che causano un malessere significativo.

La maggior parte dei disturbi psichici è caratterizzata da sintomi mentali. Ciò significa che i soggetti hanno pensieri, stati d’animo e/o comportamenti insoliti o disturbati. Invece, per quanto riguarda il disturbo somatoforme i fattori mentali sono espressi come sintomi fisici, un processo definito somatizzazione e la preoccupazione principale del soggetto è riferibile ai sintomi di natura organica (altrimenti detti somatici, da soma, parola greca che significa corpo), come il dolore, l’affaticamento, la nausea o altre sensazioni corporee. Il soggetto può o meno presentare una patologia medica che provoca o contribuisce ai sintomi. Tuttavia, quando è presente una patologia medica, un soggetto con somatizzazione o un disturbo a essa correlato vi risponde in modo eccessivo.

Ogni persona reagisce emotivamente in presenza di sintomi fisici, ma i soggetti affetti da un disturbo somatoforme manifestano pensieri, sensazioni e comportamenti eccezionalmente intensi in risposta ai loro sintomi. Per distinguere un disturbo da una normale reazione alla malattia, le risposte devono essere sufficientemente intense da provocare un malessere significativo al soggetto (e talvolta ad altri) e/o da rendere difficile lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.

Diverse risposte per ogni occasione

Le diverse risposte manifestate dai soggetti definiscono il particolare disturbo da cui sono affetti, nel seguente modo:

  • Nel disturbo fittizio, il soggetto finge di avere sintomi per un motivo esterno inesistente (ad es. per avere dei giorni di ferie).
  • Nel disturbo da sintomi neurologici funzionali (precedentemente noto come disturbo da conversione) insorgono sintomi fisici simili a quelli di una patologia del sistema nervoso.
  • Nel disturbo d’ansia da malattia (precedentemente noto come ipocondria o ipocondriasi) il soggetto è eccessivamente tormentato e preoccupato della possibilità di avere o di ammalarsi di una malattia grave.
  • Talvolta, gli atteggiamenti o i comportamenti possono avere un effetto negativo sulla patologia medica del soggetto, disturbo che viene definito fattori psicologici che influiscono su altre condizioni mediche.
  • Nel disturbo somatoforme, i soggetti sono in ansia e preoccupati dei loro sintomi, che sono vissuti come un tormento continuo e/o portano a recarsi molto frequentemente dal medico.

Poiché i soggetti affetti da uno dei suddetti disturbi ritengono di avere sintomi fisici, tendono ad andare dal medico piuttosto che da uno specialista della salute mentale.

La somatizzazione e i disturbi correlati possono manifestarsi anche nei bambini.

Il trattamento varia in funzione del tipo di disturbo manifestato dal soggetto, ma generalmente comprende la psicoterapia.

Mente e corpo

Da molto si discute di come l’interazione tra mente e corpo sia in grado di influire sulla salute. Le persone ne parlano come se fossero due entità distinte, mentre sono così interconnesse che è difficile distinguere se gli effetti sono dell’una o dell’altro, come nei seguenti casi.

  • Lo stress psico-sociale può peggiorare un’ampia varietà di patologie fisiche, come il diabete mellito, una coronaropatia e l’asma.
  • Lo stress e altri processi mentali possono aggravare o prolungare nel tempo i sintomi fisici. Ad esempio, i soggetti depressi o ansiosi possono soffrire maggiormente in caso di malattia o lesione rispetto alle persone con uno stato mentale migliore.
  • Talvolta, lo stress contribuisce ai sintomi fisici perfino in assenza di una patologia. Ad esempio, i bambini possono lamentare il mal di pancia perché in ansia per andare a scuola, ma anche negli adulti sotto stress emotivo può insorgere un mal di testa.
  • I pensieri e le idee possono influenzare la progressione di una patologia. Ad esempio, un soggetto con ipertensione arteriosa può negare di esserne affetto o minimizzarne la gravità. Il rifiuto può aiutare a ridurre l’ansia, ma può anche impedire di seguire un piano terapeutico. In tal caso, un soggetto potrebbe non assumere dei farmaci prescritti, aggravando così la sua patologia.
  • Una patologia fisica in generale può influenzare o determinare un problema mentale. Ad esempio, un soggetto affetto da una patologia potenzialmente letale, recidivante o cronica può entrare in depressione che, a sua volta, può incidere negativamente sugli effetti di una patologia fisica.
  • Una patologia fisica cerebrale, come la malattia di Alzheimer, può influire sulla personalità e/o sulla capacità di pensare chiaramente.

Quando i sintomi fisici sono imputabili allo stress o a fattori mentali, i medici possono avere difficoltà nell’individuare la causa. Per chiarire la situazione potrebbero essere richiesti molti esami diagnostici.

Il caso speciale

La signora della quale voglio parlare non ha potuta essere mia cliente perché la conoscevo molto bene e non è possibile avere in terapia persone che si conoscono. Questo, tra l’altro, falserebbe i risultati e l’azione psichica. La signora AGE sanguinava dal naso sempre più spesso, i medici hanno pensato a tutto meno a ciò che veramente era. Finalmente, dopo alcuni mesi, la situazione era diventata insostenibile, i sanguinamenti erano all’ordine del giorno, anzi più volte al giorno.

Arriviamo all’operazione credendo che tra naso e occhio ci fosse un polipo che era stato individuato nell’ultimo periodo. Avvenuta l’operazione, la signora AGE ha notato un forte miglioramento, non più emorragie e la vita sembrava riprendere la sua normalità.

La sentenza e la reazione straordinaria

Esame istologico: carcinoma adenoide cistico. Una forma di cancro maligno forse indolente nella sua diffusione, ma fortemente aggressivo nel senso che può sempre tornare anche dopo vent’anni. Una sentenza pesante perché da un mostro del genere spesso diventa una lotta impossibile. Mi ha raccontato che la sua prima reazione è stata quella di cosa dire al marito. Lei si sentiva tranquilla e positivo.

Il chirurgo le aveva detto che l’operazione era ben riuscita e tutta la zona, sede della massa cancerogena, era stata pulita. Lei raccontava questa cosa come se avesse avuto un raffreddore, quasi schernendo il mostro con il quale avrebbe dovuto combattere. La signora AGE aveva ricevuto ottime notizie da altri esami (TAC ed altro) effettuati in ospedale: sembrava che non avesse mai avuto nulla. In una prima fase i medici avevano anche pensato di evitare radioterapia e chemioterapia. Poi, in relazione alla giovane età della donna, si è preferito – per sicurezza – fare 30 applicazioni di radioterapia e parallelamente delle applicazioni di chemioterapia.

Lei racconta che è stata molto più male per queste cure che per l’operazione di per sé. Sono passati 4 anni dall’operazione. Sempre sotto controllo medico, i risultati sono sempre stati tutti incoraggianti. Nessuna traccia del mostro!

Ho voluto raccontare brevemente la storia di questa signora perché, al di là dell’intervento medico, lei ha mostrato una forza interiore così luminosa e positiva tale che, ne sono certa, la mente ha aiutato questa paziente a raggiungere la via della guarigione.

Mente e corpo, in questo caso, hanno lavorato magnificamente insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *