Mer. Feb 21st, 2024
senza scuse

SENZA SCUSE. OCCORRE AGIRE PER FERMARE LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE.

Il 25 novembre è stata la giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne che anticipa solo di pochi giorni la giornata internazionale dei diritti umani.

Non sotto l’onda emotiva per gli ultimi eventi accaduti in Italia, ma onorando l’impegno che dedichiamo costantemente a combattere l’orribile piaga della violenza sulle donne, abbiamo deciso di dedicare anche questo numero a tutte le donne che combattono per difendere la propria dignità e sicurezza, quando non la loro vita.

Non abbiamo ancora sollevato la testa per lo sconcerto e il dolore per il femminicidio di Giulia Cecchettin, che a lei si sono aggiunte altre 2 donne, in meno di una settimana.

Il fenomeno della violenza si è intensificato, in tutto il mondo, in diversi contesti compreso il posto di lavoro e gli spazi online, esacerbato anche dagli effetti post pandemici, dai conflitti e dai cambiamenti climatici. Rimane un crimine perpetrato in tutto il mondo, al di là di ogni differenza sociale ed economica del Paese.

Senza scuse: e le soluzioni?

Le soluzioni si cercano da decenni ma necessitano di cambiamenti culturali, investimenti, solidarietà e capacità di rimettere in discussione l’impostazione delle nostre società, dalla famiglia alle scuole ai posti di lavoro.  Queste soluzioni richiedono tempo, ma tempo non ce n’è più. Bisogna agire!

Le proposte sono sui tavoli da anni. I sindacati e le organizzazioni sociali chiedono maggiori investimenti nell’educazione, a partire dalle scuole elementari; nel sostegno delle vittime e dei loro figli; nella prevenzione che coinvolge anche le forze dell’ordine che spesso sottovalutano le denunce.

In Italia, negli ultimi anni, si sono fatte leggi contro la violenza su donne e minori, anche in numero maggiore rispetto ad altri Paesi europei, e si stanno votando urgenti provvedimenti anche in questi giorni. Ma rimane enorme la difficoltà nell’applicazione, sin dal primo approccio, quello della denuncia della donna, quando questa avviene.

“Occorre lavorare a un cambiamento culturale che richiede un impegno costante e comune, dalla scuola alla famiglia, dal lavoro alla progettualità sociale, fino al ripensamento di un linguaggio che spesso veicola messaggi discriminatori e maschilisti, oggettivizzando la donna” come ha sostenuto il segretario generale della CISL, Luigi Sbarra, durante la manifestazione del 25 nov.

Le dimostrazioni lungo le strade sono state molte e partecipate, da uomini e donne, con un senso di responsabilità e di coscienza che non si era mai visto prima. Tutti ci siamo sentiti coinvolti e impegnati, in questa battaglia che non ammette divisioni, non ammette differenza di genere, non ammette scuse.

Senza scuse: come agire?

Le richieste sono chiare: sforzi, economici e sociali, da parte dei governi. Migliori legislazioni, procedimenti giudiziari più stringenti nei tempi contro i colpevoli. Pene più severe, servizi di tutela per le donne in pericolo. Formazione specifica per le forze dell’ordine. 

Le Nazioni Unite dichiarano che solo il 5% degli aiuti pubblici è destinato a contrastare la violenza contro le donne e meno dello 0,2% è destinato alla prevenzione.

Non ci potranno essere sviluppo, pace, uguaglianza e rispetto dei diritti umani fino a quando ci limiteremo ad assistere e fare dichiarazioni senza agire concretamente.

Ognuno nella propria coppia, nella propria famiglia, sul lavoro, nelle strade. Anche quando non riguarda noi direttamente. SENZA SCUSE.

foto: Luigi Iorio

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