Ven. Mar 1st, 2024
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Scrivere in ottica SEO offrendo contenuti di qualità è divenuto l’obiettivo di tutti coloro che vogliono comunicare via web. SEO è l’acronimo di “Search Engine Optimization”, tradotto letteralmente: ottimizzazione per i motori di ricerca.

Prima di ogni pubblicazione online, sia essa un articolo di giornale o un semplice post sui social media, il focus dello scrittore SEO si incentra sempre sul visitatore, cercando di incontrare prima di tutto i suoi bisogni e, allo stesso tempo, intercettare le preferenze dei motori di ricerca per aumentare la propria visibilità e di conseguenza la più rapida diffusione del messaggio che si vuole trasmettere.

Il copywriter usa la scrittura SEO?

Qui si giunge inevitabilmente al bivio che influenzerà ogni pensiero del redattore: privilegiare la tecnica (SEO) o la creatività (copywriting)?

Sicuramente riuscire a fondere le due strategie darà vita a un progetto vincente, con pagine e articoli che saranno ottimizzati per i motori di ricerca e al tempo stesso potranno generare visibilità, aumentando il numero dei visitatori e la diffusione delle informazioni contenute e di conseguenza il fatidico ‘guadagno’ legato ai clicks…

Esiste il “SEO copywriter”?

In controtendenza con le ultime forme di speculazione, io credo invece che “non esista la SEO copywriting“, nonostante il web sia inondato di centinaia di tipologie di corsi sui copywriter che promettono miracoli: Dante Alighieri impazzirebbe di fronte alla fatidica scelta della parola chiave per attirare le attenzioni di una Beatrice che ora si chiama Google!

Quale spersonalizzazione di sentimenti e mancanza di fluido immaginativo si genera dando priorità differenti! Pensare di scrivere soltanto rispettando l’elenco delle regole SEO più o meno canonizzate senza badare davvero al modo in cui si trasmettono informazioni al lettore, posponendo la necessità di contenuti di qualità, originali e ricchi in sentimento.

Come è possibile trasferire sensazioni e sentimenti se si pensa prioritariamente ad assecondare i criteri che muovono i robots dei motori di ricerca? Se si cerca di rispettare le regole di Google per anticipare l’intento del visitatore?

Anche quei pochi superstiti sostenitori della Accademia Crusca, di fronte al web copywriting, sono stati annientati! Traditi dal nuovo linguaggio che nulla ha a che vedere con l’italiano e le regole che abbiamo appreso alle scuole dell’obbligo.

Inversioni di tendenza di Google.

Bisogna ammettere, però, che ultimamente i motori di ricerca stanno già andando in una direzione più umana, per così dire, al punto che oggi non serve più forzare il testo con la combinazione specifica di una keyword o query che si intende posizionare, si può puntare a una scrittura più fluida e comprensibile; dal punto di vista pratico, anche una key sgrammaticata come la “SEO copywriting” può essere diluita e inserita in un testo più ‘armonico’ perché Google e i suoi competitors sono diventati abbastanza smart da capire cosa si sta scrivendo; al massimo, si può impiegare quella stringa precisa in un tag title, senza sottomettere a tutti i costi la sintassi e la grammatica alle ragioni della scrittura SEO.

Ad ogni modo, i sentimenti restano sempre e comunque difficilmente codificabili e sintetizzabili senza l’immaginazione che una armoniosa descrizione può emanare… come il profumo di un fiore, non si può descrivere, ma si percepisce!

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