Mar. Mar 5th, 2024
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Riforma pensioni: oggi la nostra finestra si apre sulla Rivoluzione francese.

Ma non quella che scoppiò nel 1789 e che cambiò il volto politico e sociale di gran parte dell’Europa, dando vita anche alla prima Dichiarazione dei diritti dell’uomo, fondamento delle costituzioni moderne.

Vi voglio parlare della rivoluzione in atto, in questi giorni, nelle maggiori città francesi contro la Riforma delle pensioni che le “Roi” Emmanuel Macron – come sarcasticamente i francesi chiamano il loro presidente della repubblica – sta cercando di attuare, innalzando l’età pensionabile da 62 a 64 anni, entro il 2030.

Ora come allora, “les citoyens” non ci stanno e, da gennaio scorso, con scioperi e cortei, si stanno riversando per le strade di Parigi e di tutta la Francia manifestando, anche con violenza, contro la nuova legge.

I francesi manifestano contro la riforma

A margine delle tensioni scoppiate nelle strade, gli scontri tra manifestanti e polizia hanno raggiunto livelli preoccupanti, basti pensare che nella sola giornata del 24 marzo ci sono state centinaia di feriti, persone arrestate, distruzione di negozi e macchine.
Alla protesta si sono uniti molti giovani che rivendicano il diritto ad un lavoro che, con questa riforma, si allontana sempre più.

Intanto il dialogo tra governo e sindacati è ridotto ai minimi termini. Il sindacato chiede che venga lanciata una consultazione pubblica, la risposta di Macron è una sorta di braccio di ferro con tutti coloro che si sono mobilitati: “abbiamo la fortuna di vivere sempre più a lungo, abbiamo sempre più pensionati e una spesa pubblica altissima a causa del covid, della guerra in Ucraina e dell’inflazione che cresce…”. Mali comuni in molti paesi europei, diremmo noi!

Già ma perché tanta bagarre se la Francia è – con Svezia (61 anni) e Slovacchia (62 a.) – la nazione con l’età pensionabile più bassa in assoluto?

La media europea è oggi di 64,4 anni per gli uomini e 63,4 per le donne, ma sono diversi i paesi che hanno già previsto l’innalzamento.
Belgio, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Bulgaria e Irlanda arriveranno a 67 anni entro il 2031.

… e la riforma in Italia?

L’Italia e la Grecia, con i loro 67 anni di età, in vigore già dal 2019, sono i paesi europei con l’età
pensionabile più alta d’Europa.

Vero è anche il fatto che l’età effettiva di pensionamento può essere nella realtà molto diversa.

In Italia – così come in Grecia – sono previsti diversi strumenti, come ad esempio la pensione anticipata o le deroghe per i lavori usuranti che, nel 2020, hanno portato l’età pensionabile effettiva ad essere di 63,8 anni (dati INPS).

Nella tabella riportata possiamo confrontare il requisito anagrafico e gli anni di lavoro richiesti per accedere alla pensione in Europa.


Continueremo a tenere la nostra finestra aperta sul mondo delle pensioni, argomento tra i più delicati che meritano approfondimenti e analisi diverse, anche in un’ottica di genere.

Torneremo infatti a parlare di disuguaglianze pensionistiche di genere alla cui origine contribuiscono la minore partecipazione al mercato del lavoro e le carriere discontinue con storie contributive brevi e frammentate.

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