Lun. Mar 4th, 2024
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l'aquila cresciuta in un pollaio tra paura e  cambiamento

La resistenza al cambiamento trova fondamento in una delle citazioni più famose di Totò: siete uomini o caporali?

Dalla metafora del corvo e dell’aquila, che ho citato in un mio precedente articolo, (http://stampacritica.org/2021/10/31/perche-tanti-incompetenti-diventano-leader/) emerge l’insegnamento che elevarsi fieri e decisi come l’aquila aiuta ad allontanare il corvo che ci sta attaccando: il segreto è innalzarsi sempre più in alto affinchè il corso non possa più respirare e abbandoni spontanamente la preda…

È arrivato quindi il momento di proseguire e capire che la ricetta per diventare un’aquila valorosa esiste: le tue parole diventano le tue azioni, le azioni diventano le tue abitudini, le abitudini diventano i tuoi valori, i valori diventano il tuo destino.

La metafora del cambiamento: l’aquilotto in un pollaio.

Abbiamo anche un altro racconto che mi fa piacere menzionare e che ci viene in aiuto in questa circostanza narrando di un uovo di aquila cresciuto in un pollaio.

Il piccolo aquilotto protagonista della storia, cresciuto tra i polli, era incapace di volare e passava le giornate ammirando le sue amiche aquile volteggiare sopra la sua testa. Rattristato e deluso pensava che essendo cresciuto come un pollo non avrebbe mai potuto riuscirci.
L’allevatore però si prese cura di lei, ma nonostante ciò l’aquila non spiccava mai il volo.
Dispiaciuto nel vedere l’aquila che non volava, decise di provare un ultimo estremo tentativo.
Il mattino seguente l’allevatore prese il volatile e si incamminò verso la cima della montagna. Quando si avvicinò alla vetta prese l’aquila con il suo dorso che poggiava sui palmi delle sue mani e la sollevò come fosse una coppa.
Iniziò così a correre velocissimo in salita incitando l’aquila a spiegare le ali: “Muovi le ali! Muovile!!”
Appena raggiunta la cima, l’allevatore con tutta la sua forza lanciò l’uccello nel vuoto. L’aquila iniziò a precipitare e al primo battito d’ali non riuscì a risalire. Al secondo nemmeno.

Mentre si lasciava cadere pensò alle amiche aquile che tanto ammirava e ai movimenti delle loro ali quando iniziavano a prendere il volo.
Cercò di replicare quei movimenti e iniziò a prendere quota sempre di più. Ancora e ancora… fino a volare alta nel cielo!

La morale di questa storia è che nella vita si incontrano sempre aquile che si comportano come polli, perché’ influenzate dall’ambiente dove sono cresciute e che ne ha plasmato il carattere e gli atteggiamenti…

La scelta di identificarsi con l’aquila o con il pollo prevede due opzioni. Abbandonarsi e morire, oppure affrontare un doloroso processo di rinnovamento che consiste nel decidere di volare, aprendo coraggiosamente le ali e andare sempre più su.

Affrontare il cambiamento, come?

Liberarci di costumi, tradizioni e ricordi è sicuramente il primo passo, il cui peso ci impedisce di andare avanti.

Solo liberi dal passato possiamo sfruttare il prezioso risultato che un rinnovamento porta sempre con sè.

Il rinnovamento però non va confuso con la fuga.

In questi giorni stiamo assistendo ad un delirio totale, a volte accompagnato da scene di violenza incivile inaudita, a causa dell’imposizione del Green Pass da parte di molti Governi Europei e non solo.

Analizzando questi comportamenti emerge quanto sia difficile discernere tra etica e ragione, tra dovere morale e responsabilità collettiva. Ebbene di fronte a queste circostanze un “no vax” che decida di lasciare il suo paese per rifarsi una vita oltrefrontiera: è un aquilotto o un pollo o meglio un corvo?

E la sindrome della rana bollita ci aiuta a identificarci?

A voi l’ardua sentenza… io opterei per il motto: vai dove ti porta il cuore, piuttosto che scappare da chi aspetta di vedere il tuo cadavere passare lungo il fiume!

O ti elevi o te levi!… come appunto affermavo nel titolo.

2 pensiero su “La resistenza al cambiamento”

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