Sab. Mar 2nd, 2024

Quiz sull’azienda vinicola che produce un vino rosso dalla spiccata personalità che ha una particolare storia riguardante la sua origine.

Presentazione della bodega Frontón de Oro

Il quiz di questo numero riguarda l’azienda vinicola Bodegas Frontón de Oro.

Anche in questo articolo parlerò di un vino rosso dell’isola di Gran Canaria. Un vino medio-alto, dal prezzo abbordabile, che si trova addirittura in alcuni supermercati.

Come abbiamo detto l’azienda vinicola che lo produce è la Bodegas Frontón de Oro. I vigneti di Frontón de Oro vengono coltivati sotto le condizioni climatiche della zona della Vega de San Mateo, con un’altezza di 1200 metri s.l.m.. Gli operatori vinicoli hanno ottenuto vini particolari di gusto raffinato elaborando sapientemente le varietà di uva primordiali della zona unendole ad alcune tecniche di enologia moderna.

Tra i vari prodotti vinicoli della Bodega ho scelto questo perché, oltre ad essere un vino dal gusto personale e marcato, ha una sua storia.

Il prestigioso giornale nordamericano The New York Times ha menzionato nelle sue pagine il vino di San Mateo Frontón de Oro, prodotto a Camaretas, in seguito alla decisione della cantina di famiglia di esportarlo negli Stati Uniti. La presenza di prodotti Gran Canaria nel mercato high-end nordamericano non è nuova. Oltre al vino, la tradizionale presenza di rum delle isole, come Arehucas, è già affermata a New York. Questo vino prodotto a Gran Canaria è entrato nell’agenda sociale dei milionari che vivono a New York. Il Frontón de Oro fa parte di un’azienda a conduzione familiare dedita alla coltivazione del vigneto e alla vinificazione in un’area di otto ettari.

Il vino rosso

Vediamo le caratteristiche: è il Rosso tradizionale della casa e quello del quale parlo è prodotto nel 2016 ed ha una gradazione alcolica di 13° gradi ed è realizzato con 90% di Listán Negro e 10% di Tintilla [1]. I vini rossi saporiti della Spagna sono in genere un po’ più leggeri di un Cabernet, ma più ricchi e pieni di un Pinot Nero. Le uve rosse più utilizzate in Spagna sono le deliziose varietà di tempranillo. Il vinificatore descrive questo vino così: il suo abito è rosso ciliegia con toni violacei di medio strato, pulito e luminoso.

Si rilevano gli aromi varietali [2], con uno sfondo di frutti rossi e alcune note di quercia dovute al suo transito sul legno. Nel suo passaggio attraverso la bocca, risaltano le sue caratteristiche segnando un corretto equilibrio di sapori e si chiude con un tocco di amaro morbido e piacevole ed una lunga persistenza finale in cui le sue caratteristiche varietali continuano a risaltare.

Abbinamento consigliato dal viticoltore: pollame, manzo, pasta ben condita e vitello.

Servirlo a 15° fresco non freddo (vino aperto in frigo 15 min prima di servirlo).

Per chi desidera fare una visitina per degustare i vari vini che questa azienda produce l’indirizzo è: Camino la Lechuza”, s/n, 35329 – La Lechuza, Las Palmas.

Giorni e orari di apertura: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 17.00

Sabato e Domenica è chiuso.

Comunque è sempre meglio telefonare prima. Telefono: 670 634 863. 


[1] Per una semplice descrizione del Listán Negro e della Tintilla, vedasi il numero di Maggio 2019 di questo periodico.

[2] I vini “varietali” (“vini da tavola“) sono quei vini dove è possibile indicare in etichetta il vitigno e l’annata di produzione, senza riferimenti al territorio.  L’insieme delle caratteristiche odorose e aromatiche del vino rappresenta l’aspetto sensoriale di maggiore rilevanza.

Il quiz

Ecco a questo punto il quiz di questa settimana

Quiz: sull’etichetta di questo vino è disegnato il profilo di una di quelle rocce tanto amate dagli amici canari. Poiché il vino viene prodotto in alcuni terreni della zona di Vega di San Mateo la domanda è: quella roccia è il profilo del Roque Nublo oppure il profilo del Roque Saucillo che si trova a San Mateo ed ospita l’osservatorio astronomico di Gran Canaria?

L’abbinamento al vino

Riflettendo un po’ su quale pietanza accostare a questo vino, ho pensato che l’idea del pollame era da prendere in seria considerazione. Però non cotto come usualmente viene cucinato. Quello a cui ho subito pensato è il pollo alla birra. Pur non essendo un amante del pollo, quello cucinato in questa maniera è davvero molto gustoso. Poi, se accompagnato da questo vino, sono certo che lascerà, in chi vorrà assoggettarsi a questo esperimento, un buon ricordo.

La difficoltà è bassa, si prepara in 10-15 minuti, la cottura è di circa 40 minuti e il costo per acquistare quanto serve è abbastanza contenuto.

La ricetta del pollo alla birra

Ingredienti per quattro persone:

  • 1 kg di pollo tagliato a pezzi di medio volume (cosce e ali intere) e totalmente spellato;
  • 2 spicchi di aglio (anche tre) schiacciati; chi non dovesse sopportare l’aglio, può sostituirlo con 1 cipolla (meglio se rossa) tagliata a tocchetti (ma l’aglio è meglio);
  • da ½ litro a ¾ di litro di birra chiara (gradazione minima 4,5);
  • 5 cucchiai da minestra di olio extravergine di oliva;
  • 2 rametti di rosmarino; 3 foglie di salvia; 2 foglie di alloro;
  • sale e pepe, quanto basta secondo il sapore che si percepisce assaggiando durante la cottura.

Preparazione: tagliate ilpollo a pezzi, togliete la pelle, salate e pepate e massaggiatelo abbondantemente; mettete in un tegame molto grande l’olio extravergine di oliva, il rosmarino, l’alloro e la salvia insieme ai due/tre spicchi di aglio schiacciati e fate insaporire.

Mettete a rosolare il pollo a fuoco medio, girando i pezzi di tanto in tanto, facendo attenzione a non farlo bruciare (devono solo rosolarsi e prendere quel caratteristico colore di leggera rosolatura).

Quando il colore sarà di vostro gradimento aggiungete la birra, a fuoco più basso, fino a coprirlo e continuate la cottura girandolo ogni tanto per circa 40 minuti fino a che il sugo si sarà rappreso. Fate attenzione che non si asciughi del tutto perché è gustoso versare un po’ di quel sughetto sui pezzi di pollo che verranno serviti.

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