Mar. Mar 5th, 2024
Patrick

Il 18 luglio, è arrivata inaspettata la sentenza per Patrick Zaki, con un verdetto che ha spiazzato tutta la società civile in Europa, negli Stai Uniti e soprattutto in Italia.  Lo studente egiziano dell’università di Bologna, condotto in carcere direttamente dall’aula di tribunale.

Riconosciuto colpevole di diffusione di false notizie e destabilizzazione della sicurezza nazionale e condannato a tre anni dalla Procura di Mansura. Persa ogni speranza di libertà ed ennesimo fallimento della diplomazia internazionale con il governo autoritario dell’Egitto: un inferno!

Tutti abbiamo creduto che si stesse ripetendo la tragica vicenda di Giulio Regeni. Giulio come Patrick, ragazzi impegnati contro ogni violazione dei diritti umani, denunciando repressioni, violenze e abusi.

19 luglio, 24 ore dopo l’arresto, è arrivata la notizia che ci ha lasciato senza fiato: “Patrick sull’asfalto”, i social annunciano così, con quest’espressione in arabo, che Patrick è stato graziato.

Dall’inferno al paradiso in 24 ore!

La grazia firmata dal presidente egiziano Al-Sisi è stata concessa in base alla costituzione egiziana che dà poteri al presidente di graziare detenuti in occasione della festività dell’egira di Maometto – che segna l’inizio del calendario islamico – e dell’anniversario della Rivoluzione degli Ufficiali Liberi del 1952 che trasformò l’Egitto in una Repubblica e che cade il 23 luglio. 

Patrick Zaki è libero, finalmente, grazie ad una decisione giuridica che salva non solo la vita del ragazzo ma anche i rapporti politici che l’Egitto ha con molti paesi europei. Ma la libertà di Patrick profuma anche di opportunità politiche ed economiche che l’Egitto ha voluto cogliere, in un momento in cui cerca di affrontare le difficoltà economiche rivolgendosi a investitori stranieri, soprattutto in Italia.

Il dialogo tra Italia ed Egitto è fondamentale per la sicurezza del Nord- Africa e del Mediterraneo e oggi cerca di  incentrarsi su “un maggior coordinamento e scambio di informazioni tra Italia e Egitto, su dossier quali immigrazioni illegali, terrorismo, crisi libica, sicurezza alimentare ed energia.

Il governo italiano e Patrick

Il governo italiano ha lavorato per mesi sulla liberazione del giovane, come ha dichiarato la Premier Meloni, sollevando il tema durante tutti gli incontri diplomatici avvenuti tra i due paesi.

E Patrick ringrazia.

“Ringrazio le organizzazioni della società civile, i partiti, le forze politiche e i personaggi pubblici che hanno chiesto il mio rilascio e quello di tutti i prigionieri di opinione. Ringrazio anche il Governo, il Parlamento italiano, la Presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri che mi hanno sostenuto durante tutto il periodo di reclusione e il processo solo per essermi laureato in un’università italiana, pur non essendo cittadino italiano. Spero che questo sia l’inizio di una svolta”.

Lo speriamo anche noi, perché sulla morte di Giulio Regeni noi italiani abbiamo ancora tutto da sapere.

Fonte immagine di copertina

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