Mar. Mar 5th, 2024
27 gennaio olocausto27 gennaio olocausto

27 gennaio, giorno della memoria.

In tutto il mondo si commemorano le vittime dell’Olocausto.
Auschwitz. Gennaio 2023. Freddo, pioggia, silenzio. Solo entrando percepisci che tutti i film e i documentari visti non rendono l’idea del vero orrore consumato per cinque lunghi anni ai danni degli Ebrei di tutta Europa, 1940-1945: la lunga notte dell’umanità.

Anni durante la seconda guerra mondiale, in cui i nazisti prevedevano di portare a termine la “soluzione finale alla questione ebraica”, come la definiva Hitler, sterminandoli tutti.
Una mortificazione per tutto il genere umano.
Il silenzio che incombe nel luogo è istantaneo, le persone ammutoliscono spontaneamente, le guide spiegano e raccontano sottovoce, quasi a non voler far sentire le atrocità consumate in quei posti di sterminio.

Auschwitz, Birkenau, i lager in cui file di baracche custodivano gli ultimi respiri di milioni di persone le cui vite sarebbero state incenerite nel giro di poche ore.

…e bisognava sbrigarsi perché i morti avrebbero lasciato lo spazio ad altri ebrei in arrivo ogni giorno.

Le camere a gas e gli inceneritori erano operativi 24 ore su 24, ininterrottamente.

Sì, bisognava fare in fretta, per assassinare 1.300.000 tra uomini, donne e bambini inermi e inconsapevoli. E questo solo ad Auschitz.

E’ impossibile infatti calcolare il numero preciso delle vittime dei nazisti, le stime parlano di 6 milioni di morti.

L’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz il 27 gennaio 1945 e trovò circa 7.000 detenuti denutriti e malati. Cumuli di cadaveri, resti di vestiti, scarpe e tonnellate di capelli umani dei detenuti, rasati prima dell’eliminazione.
Come è stato possibile tutto ciò?

Come può una mente umana aver partorito una tale atrocità?

E come è stato possibile che così tante persone abbiano eseguito pedissequamente l’ordine di sterminare un popolo?


Non abbiamo risposte, ma ricordare è nostro dovere, insegnare a non dimenticare è un obbligo perché “chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”.

cit.Edmund Burke

Questo è il rischio che si corre.

Dopo quasi 80 anni dall’eccidio nazista, sono oggi pochi i sopravvissuti, capaci con le loro testimonianze di tenere in vita il ricordo e l’attenzione verso i rigurgiti che si manifestano ancora oggi in tutta l’Europa. Una di questi è senza dubbio la senatrice Liliana Segre, allora solo quattordicenne, che ha deciso di dedicare alla memoria le sue forze e la sua attività politica e sociale: “Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato la Shoah, e mentre ero ad Auschwitz per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace”.

di Rosanna Ruscito

Fonte immagine: WW2-Holocaust-Europe.pngDna-DennisFile:WW2 Holocaust Europe map-fr.svgSémhur derivative work: Mess (after suggestions from Bramfab) – WW2-Holocaust-Europe.png

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