27 gennaio olocausto

27 gennaio, giorno della memoria.

In tutto il mondo si commemorano le vittime dell’Olocausto.
Auschwitz. Gennaio 2023. Freddo, pioggia, silenzio. Solo entrando percepisci che tutti i film e i documentari visti non rendono l’idea del vero orrore consumato per cinque lunghi anni ai danni degli Ebrei di tutta Europa, 1940-1945: la lunga notte dell’umanità.

Anni durante la seconda guerra mondiale, in cui i nazisti prevedevano di portare a termine la “soluzione finale alla questione ebraica”, come la definiva Hitler, sterminandoli tutti.
Una mortificazione per tutto il genere umano.
Il silenzio che incombe nel luogo è istantaneo, le persone ammutoliscono spontaneamente, le guide spiegano e raccontano sottovoce, quasi a non voler far sentire le atrocità consumate in quei posti di sterminio.

Auschwitz, Birkenau, i lager in cui file di baracche custodivano gli ultimi respiri di milioni di persone le cui vite sarebbero state incenerite nel giro di poche ore.

…e bisognava sbrigarsi perché i morti avrebbero lasciato lo spazio ad altri ebrei in arrivo ogni giorno.

Le camere a gas e gli inceneritori erano operativi 24 ore su 24, ininterrottamente.

Sì, bisognava fare in fretta, per assassinare 1.300.000 tra uomini, donne e bambini inermi e inconsapevoli. E questo solo ad Auschitz.

E’ impossibile infatti calcolare il numero preciso delle vittime dei nazisti, le stime parlano di 6 milioni di morti.

L’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz il 27 gennaio 1945 e trovò circa 7.000 detenuti denutriti e malati. Cumuli di cadaveri, resti di vestiti, scarpe e tonnellate di capelli umani dei detenuti, rasati prima dell’eliminazione.
Come è stato possibile tutto ciò?

Come può una mente umana aver partorito una tale atrocità?

E come è stato possibile che così tante persone abbiano eseguito pedissequamente l’ordine di sterminare un popolo?


Non abbiamo risposte, ma ricordare è nostro dovere, insegnare a non dimenticare è un obbligo perché “chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”.

cit.Edmund Burke

Questo è il rischio che si corre.

Dopo quasi 80 anni dall’eccidio nazista, sono oggi pochi i sopravvissuti, capaci con le loro testimonianze di tenere in vita il ricordo e l’attenzione verso i rigurgiti che si manifestano ancora oggi in tutta l’Europa. Una di questi è senza dubbio la senatrice Liliana Segre, allora solo quattordicenne, che ha deciso di dedicare alla memoria le sue forze e la sua attività politica e sociale: “Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato la Shoah, e mentre ero ad Auschwitz per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace”.

di Rosanna Ruscito

Fonte immagine: WW2-Holocaust-Europe.pngDna-DennisFile:WW2 Holocaust Europe map-fr.svgSémhur derivative work: Mess (after suggestions from Bramfab) – WW2-Holocaust-Europe.png