Mar. Mar 5th, 2024
napoleone

Napoleone Bonaparte, allora Generale, partì nel 1798 a capo di un grande esercito per la conquista dell’Egitto. Durante il suo soggiorno in Oriente stabilì il quartier generale del suo esercito nella piana di Giza, ai piedi della Grande Piramide

Durante questa campagna, che sarebbe terminata disastrosamente per le forze francesi, accaddero però degli eventi straordinari che poco o niente hanno a che fare con la guerra. Uno di questi cambiò la storia dell’egittologia, mentre un altro è avvolto ancora oggi nel mistero e coinvolse direttamente Napoleone.

Vediamo di capire che cosa accadde.

La Campagna militare d’Egitto

Tra il 1798 e il 1801 la Francia inviò le sue truppe e le sue navi alla conquista dell’Oriente, impresa suggerita dallo stesso Napoleone, desideroso di gloria, in alternativa all’invasione della Gran Bretagna.

Lo scopo era duplice: contrastare il predominio britannico sui commerci con l’India e, allo stesso tempo, allontare l’ambizioso Generale Bonaparte da Parigi.

La campagna terminò con un disastro militare grazie anche alla superiorità della flotta inglese capitanata dall’Ammiraglio Orazio Nelson.

Napoleone non ne vide la fine perchè tornò a Parigi all’agosto del 1799 per le mutata situazione politica. Malgrado ciò, la sua fama ne uscì accresciuta grazie alla conquista, anche se solo temporanea, di Malta e delle vittoriose battaglie contro Mamelucchi e Turchi.

La spedizione parallela

Ma se la campagna militare non ottenne i risultati sperati, un’altra Campagna d’Egitto ebbe invece un successo insperato.

Al seguito dell’Esercito francese, infatti, partirono ben 150 studiosi, quasi tutti della Commission des Sciences et des Arts, sotto la guida del responsabile dell’Istituto Egizio, fondato dallo stesso Napoleone, il matematico e fisico Joseph Fourier.

Questo manipolo di scienziati, tra gli altri compiti assegnati quali costruzione di fortificazioni, strade, ponti ecc., raccolse una montagna di dati e di reperti archeologici dell’antico Egitto. Il fatto che questi reperti siano oggi al British Museum e non al Louvre, ovviamente è dovuto alla sconfitta francese.

La Stele di Rosetta

Il ritrovamento più importane è stato sicuramente quello della famosa “Stele di Rosetta“. Non fu uno studioso a trovarla, bensì il Capitano Pierre Francois Bouchard a capo di un manipolo di soldati che stavano scavando un fossato attorno alla fortezza di Rosetta. Forse ne intuì la potenzialità, sta di fatto che la fece rimuovere e consegnare agli studiosi.

La lastra è in basalto nero, 120 per 76cm e larga 27, di basalto nero e riporta inciso sopra un antico decreto del 196 a.C. del Faraone Tolomeo V. In breve il suo contenuto: si elogiano le sue gesta e si concedono privilegi ai sacerdoti. La particolarità che l’ha resa di inestimabile valore è che lo stesso decreto è riportato in tre lingue: geroglifici egiziani, demotico (una lingua neo-egiziana) e greco. Questo ha permesso agli studiosi di tradurre finalmente i geroglifici, utilizzando la Stele a mo’ di vocabolario.

Napoleone e la Piramide di Cheope

E veniamo finalmente al mistero legato alla Grande Piramide di Cheope e a Napoleone.

Della Grande Piramide vi ho parlato spesso nei miei articoli, come nel caso del mistero della sua datazione nel nº 35 di arcipelagocanarie.eu, vediamo ora cosa la lega a Napoleone Bonaparte.

Nel luglio del 1798 Napoleone sconfigge i Mamelucchi in quella che passò alla storia come la Battaglia delle Piramidi. Un anno dopo, in gran segreto, nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1799, il generale Napoleone Bonaparte entrò nella Camera del Re, nel cuore della piramide di Cheope.

E vi restò tutta la notte.

La mattina seguente ne uscì visibilmente segnato e al suo segretario particolare e consigliere di stato, Louis Antoine Fauvelet de Bourrienne, non diede inizialmente altra spiegazione che questa:

Se anche vi dicessi cosa è successo, non mi credereste

Solo successivamente il Bourienne rivelerà nelle sue Memoires, che però non furono scritte da lui e non vengono ritenute del tutto affidabili, che nella Camera del Re Napoleone incontrò un misterioso profeta dalle vesti scarlatte. Questi gli avrebbe rivelato il suo futuro.

Era forse quello lo scopo non dichiarato della Campagna d’Egitto? trovare la leggendaria Camera dell’Eternità?

La Camera dell’Eternità

Cos’è la Camera dell’Eternità? In breve sarebbe il luogo dove verrebbe custodita la “mappa del futuro“, il “significato della vita” e infine, il “segreto dell’immortalità“.

La camera del Re, nel cuore della Grande Piramide, è una cella spoglia. Quando venne “scoperta”, al suo interno non vennero rinvenuti arredi funerari né geroglifici, solo il sarcofago.

Ma questa è un’altra storia, di cui vi parlerò più approfonditamente in un mio prossimo articolo dedicato proprio alla Camera dell’Eternità.

Conclusioni

La domanda a questo punto, sorge spontanea: avvenne veramente l’incontro tra Napoleone e l’uomo in abiti scarlatti?

Napoleone, un genio indiscusso delle strategie militari, un uomo molto pratico, forse superstizioso ma sicuramente non suggestionabile, avrebbe rivelato in seguito che nei momenti cruciali della sua ascesa e della sua caduta, avrebbe ricevuto ancora la visita di questo misterioso profeta.

Non ci sono prove che quella visita notturna, come le successive del resto, siano veramente accadute. Gli storici ufficiali dell’Empereur le ritengono per lo più fantasie di un Napoleone relegato su quello scoglio in mezzo all’Atlantico che è l’Isola di Sant’Elena.

E come potrebbe essere diversamente? Chi potrebbe dare credito a una tale storia?

Quello che accadde veramente quella notte d’agosto resta quindi un mistero e, forse, è meglio così.

Lunga vita e prosperità

Foto dell’IA Dall-e di Bing

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