Mer. Feb 21st, 2024
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6 FEBBRAIO, GIORNATA MONDIALE DELLA TOLLERANZA ZERO CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

In questo momento mentre scriviamo, nel mondo, migliaia di bambine subiscono una mutilazione genitale femminile, con una lama, senza alcuna anestesia né alcun controllo sanitario o forma di
igiene che possa quanto meno salvaguardare la loro vita.

Quasi sempre ad infliggere la violenta mutilazione fisica – e psicologica – del taglio dei genitali è una donna del villaggio, quelle che una volta le indicavano con il termine “mammane”.

Accompagnate dalle loro stesse mamme, le bambine vanno verso una sorte imposta dalla cultura maschilista delle società in cui vivono e che pone la donna sullo stesso piano degli animali.

Una ‘proprietà’ del padre prima e del marito poi, a cui va garantita la “purezza” della merce.

Ma non è l’unico motivo!

Questa pratica costituisce un mezzo di controllo sociale dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne. Ledendo fisicamente e per sempre il loro corpo.

Impedendo loro di vivere integralmente la propria vita sessuale, si attua infatti una delle più grandi forme di discriminazione di genere che non ha benefici di alcun tipo. E’ anzi all’origine della morte di molte donne e bambini durante il parto.

L’infibulazione è una mutilazione…

L’organizzazione mondiale della sanità stima che oggi, nel mondo, siano più di 200 milioni le ragazze e le bambine che hanno subito un’infibulazione (la forma più violenta con la totale suturazione degli organi genitali) o una mutilazione genitale.
Molto praticate in Africa – ma anche in alcuni paesi del Medio oriente, Asia e America latina – le
MGF si stanno diffondendo anche in Europa, come conseguenza del fenomeno migratorio.

In sette Stati africani questa mostruosità tocca praticamente l’intera popolazione femminile.

La condanna e l’impegno di tutte le organizzazioni mondiali, ONU, OMS, ONG, sindacati e organizzazioni civili, non riescono ancora a sconfiggere questa aberrazione.

Considerando che più di 600.000 donne e ragazze che hanno subito MGF vivono in Europa. Capiamo che il fenomeno è globale e siamo tutti coinvolti a realizzare un cambiamento culturale e sociale per proteggere le bambine e garantire alle donne gli stessi diritti alla salute, all’integrità psicofisica per una libera e totale realizzazione di se stesse.

Iniziando dalle scuole e dai centri sociali, dobbiamo vigilare e diffondere la cultura del rispetto e della libertà che significa semplicemente: civiltà.

Fonte immagini: web (Africa-Express).

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