Mar. Mar 5th, 2024
marijuana

La marijuana (cannabis) è una sostanza ricavata dalle piante Cannabis sativa e Cannabis indica che contengono una sostanza chimica psicoattiva denominata delta-9-tetraidrocannabinolo (THC).

Effetti dell’assunzione di marijuana

Gli effetti della marijuana che si evidenziano nel soggetto che l’assume possono ingannare. Infatti, spesso appaiono piacevoli e poi il tutto scompare senza lasciare traccia (ma non è così!).

Vediamo questi effetti:

  • La marijuana produce uno stato sognante, un senso di benessere e percezioni distorte.
  • I soggetti possono sviluppare una dipendenza psicologica quando utilizzano marijuana per molto tempo.
  • L’interruzione della sostanza causa sintomi lievi (non sempre) di astinenza.
  • La marijuana può essere rilevata nelle urine anche dopo giorni o settimane.
  • Il trattamento prevede la consulenza psicologica, che è efficace solo quando i soggetti sono motivati ​a smettere.

Esistono poi anche altri prodotti simili come la Marijuana, sintetica che peggiorano la situazione. Questi, immessi nel proprio organismo, non essendo sostanze naturali possono provocare reazioni che sono statisticamente collegate con l’insorgenza di tumori.

Il cattivo esempio viene proprio dal Paese più progredito (?): gli Stati Uniti d’America. Il consumo di marijuana è diffuso negli USA; tipicamente, la marijuana viene utilizzata periodicamente, senza evidenze di problemi sociali, mentali o di salute.

Negli Stati Uniti, la marijuana viene comunemente fumata sotto forma di sigarette (spinelli) fatte con i gambi, le foglie e le cime fiorite della pianta secca (Cannabis sativa o Cannabis indica). La marijuana è usata anche come hashish, la resina compressa (sostanza catramosa) della pianta. La legalizzazione della marijuana ha portato alla commercializzazione di prodotti che possono essere mangiati e vaporizzati nelle sigarette elettroniche, nonché di prodotti che possono essere applicati sulla cute (tinture, lozioni).

Il principio attivo della marijuana è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). Il dronabinolo, una forma sintetica di delta-9-THC, è usato per alleviare la nausea e il vomito causati da farmaci chemioterapici. Un altro uso è quello di migliorare l’appetito nei soggetti affetti da AIDS.

Sintomi dell’intossicazione da marijuana – Effetti immediati

  • Rallentamento dell’attività cerebrale, provocando uno stato sognante;
  • le idee appaiono sconnesse e incontrollabili;
  • deformazione amplificazione del tempo, dello spazio e dei colori che appaiono più brillanti;
  • sensibilizzazione acustica accentuata;
  • alto senso di euforia e rilassamento;
  • aumento della frequenza cardiaca;
  • occhi arrossati;
  • aumento dell’appetito;
  • secchezza dell’apparato bocca-naso-gola.

La marijuana in genere attenua la tensione e produce una sensazione di benessere. Il senso di esaltazione, eccitazione e gioia interiore (ebbrezza) sembra essere correlato alla situazione in cui la persona assume la droga, cioè se la persona è da sola o in un gruppo, e all’umore prevalente.

La coordinazione, il tempo di reazione, la percezione della profondità e la concentrazione possono essere compromessi per 24 ore dopo l’uso di marijuana, pertanto mettersi alla guida o manovrare apparecchiature pesanti in quel lasso di tempo è pericoloso.

Marijuana e psicosi

Alcuni soggetti, specialmente coloro che non hanno mai usato marijuana, provano ansia, panico o paranoia. La marijuana può peggiorare o scatenare una psicosi (perdita del contatto con la realtà) nei soggetti schizofrenici.

Tralasciando gli effetti a lungo termine, quello che voglio mettere in mostra è appunto il legame tra la marijuana e l’effetto particolarmente violento che può evidenziarsi nei soggetti affetti da schizofrenia. Possono evidenziarsi vari tipi di psicosi (deliri, allucinazioni, pensiero e linguaggio disorganizzati, comportamento motorio bizzarro, insomma tutti quei sintomi che indicano una chiara perdita di contatto con la realtà):

  • la psicosi condivisa che si verifica quando le persone – evidentemente in stato alterato per l’assunzione della marijuana – acquisiscono un delirio comune che possono generare dalle loro visioni alterate della realtà od anche prenderlo da una persona esterna con la quale hanno un forte rapporto personale;
  • il disturbo psicotico indotto da sostanze/farmaci è caratterizzato da allucinazioni e/o deliri a causa degli effetti diretti di una sostanza o della sospensione di una sostanza; oltre alla marijuana vi sono altre sostanze scatenanti crisi psicotiche: alcol, anfetamine, cocaina, allucinogeni, oppiacei e altro ancora.

I sintomi sono spesso brevi e svaniscono poco dopo che il farmaco viene eliminato. Le psicosi sono generalmente scatenate da anfetamine, cocaina e marijuana possono persistere per molte settimane.

Trattamento dell’intossicazione da marijuana

Il soggetto dovrà essere attentamente monitorato nel corso temporale che va dal momento della sua massima espressione alterata fino a quando è sobrio (rientrato nella normalità).

Sarà necessario che il paziente segua un doppio trattamento:

  • quello psichiatrico con relativo intervento farmacologico;
  • quello psicologico con uno psicoterapeuta.

Faccio presente che consiglio sempre di iniziare dapprima con una serie di sedute con uno psicoterapeuta e, solo quando si dovesse ravvisare l’insufficienza del trattamento, allora bisognerà rivolgersi ad uno psichiatra per un’azione più decisa con l’intervento farmacologico.

Per coloro, comunque, che vogliono smettere di consumare marijuana, può essere utile la consulenza psicologica per modificare il comportamento, oltre a programmi terapeutici.

Il caso

La signora A. M. di 39 anni vive con un uomo molto più grande di lei (trent’anni di differenza). Siamo nel 2011. Per i primi quindici anni le cose sono andate abbastanza bene fino a quando lei si è invaghita del nipote del suo compagno, un suo coetaneo che faceva uso di cannabis. Lei incuriosita e molto attratta da questo nipote non ci ha messo molto ad accettare la condivisione di momenti dedicati al piacere del fumo. Diceva di arrivare a chiudere gli occhi e sognare, senza mai addormentarsi.

La sua ossessione era quella di essere derubata dalle banche. Diceva che bisognava avere una polizia apposita che controllasse tutti gli intrallazzi che avvenivano negli istituti di credito. Il nipote e la signora A.M. pian piano presero come propria tale mania portandola ad estreme conseguenze.

La storia non finisce bene: il compagno si è accorto del rapporto troppo intimo di suo nipote con la sua compagna, ne è seguita una furibonda lite con relativo allontanamento e divieto di frequentazione tra i due.

La signora A.M. ha continuato ad usare il cannabis, ma sempre con maggiore intensità e frequenza fino al punto di subire l’azione nefasta della droga. Aveva allucinazioni persecutorie, temeva che tutti volessero attingere denaro dal suo conto, iniziando dagli stessi impiegati della banca. Un giorno la polizia privata dovette intervenire per bloccarla. Stava davanti alla banca imprecando a squarciagola contro il direttore e gli impiegati facenti parte dell’istituto di credito. Fu ricoverata all’ospedale di malattie mentali dell’Università di Roma.

Dopo un pesante trattamento psichiatrico (farmacologico), è rientrata nella sua abitazione. Ha ricominciato con me un corso psicoterapeutico che è andato a buon fine. Attualmente la signora A.M. sta vivendo serenamente, senza necessità di assumere sostanze varie, riconquistando una vita serena.

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