intolleranza lgbtiq+

Di tutti i sentimenti umani, più forte e persistente dell’intolleranza, c’è solo l’odio. Due sentimenti che, alimentandosi a vicenda, creano società violente e ignoranti.

E’ un po’ imbarazzante affrontare un problema così profondo in poche righe. Non vogliamo però tacere sugli atti di intolleranza e odio che si riversano continuamente sulla comunità LGBTIQ+.

Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo. Leggi anche https://arcipelagocanarie.eu/diritti-civili/.

«L’intolleranza», scrisse Primo Levi, «tende a censurare, e la censura aumenta l’ignoranza delle ragioni altrui, alimentando così l’intolleranza stessa: è un circolo vizioso rigido e difficile da interrompere»

Il Medio oriente brucia, le guerre si espandono con migliaia di morti, bambini deportati, milioni di esiliati. Tutto ciò non sembra sufficiente a distogliere l’attenzione di capi di Stato dall’occuparsi di “zone gay free”.

La democratica Europa sanziona chi non rispetta i diritti umani e civili e raccoglie “dati sull’uguaglianza come strumento per combattere la discriminazione”.

La spaccatura tra paesi è sempre più netta e crescono sentimenti e leggi omofobe.

Lasciamo stare la Russia dove le persone LGBTIQ+ rischiano carcere, torture e uccisioni. E le stesse politiche vigono in tutti i paesi russofili.  

Saltiamo anche il Brasile, che da anni è il Paese con il più alto numero di omicidi di persone transgender nel mondo, come riportato da Trans Murder Monitoring 2023.

In Europa cosa sta accadendo?

In Europa con la pericolosa deriva dei governi di estrema destra che condannano i diritti e le libertà delle persone LGBTQIA+.  

Secondo l’AMNESTY INTERNATIONAL REPORT 2023, la necessità di rispettare i principi fondanti dell’Unione europea sta portando a un atteggiamento più inclusivo e meno discriminatorio. Non farlo significa subire sanzioni, come il taglio dei fondi economici. Polonia, Ungheria, Lituania e Ucraina? ma non solo… Ciò detto, episodi violenti con uccisioni sono recentemente avvenuti in Slovacchia; violenze e minacce ai leader LGBTIQ+ in Montenegro, Macedonia del nord e Polonia.

La Lituania ha emanato una legge “sulla protezione dei minori” che vieta ogni riferimento a coppie omosessuali.

In Slovenia, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del divieto dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e delle adozioni omosessuali.

L’Ungheria ha approvato una legge “anti-LGBTIQ+” che vieta l’accesso alle informazioni sulla transessualità e a tutto ciò che promuove l’omosessualità. Il presidente Orban ha dichiarato che l’Ungheria combatterà contro l’Unione europea che vuole “costringere a rieducare i bambini ad accettare l’omosessualità. E’ tempo della rivolta”.

La Polonia, a causa del precedente governo di destra sostenuto dalla Chiesa, dal 2020 al 2023 ha applicato lo stesso modus operandi dell’Ungheria, creando addirittura “città gay free”.

Dall’omosessualità paragonata alla pedofilia, alla violentissima campagna omotransfobica, alle città auto-dichiaratesi libere dall’ideologia Lgbtiq+, al divieto di aborto, la Polonia era, fino allo scorso anno, tra i paesi più omofobi. Dall’ottobre 2023, con il nuovo governo di centro sinistra, i polacchi si sono aperti alla tolleranza e ci sono state le prime pubbliche scuse alla comunità Lgbtiq+. Le riportiamo integralmente per il significato che hanno e per la speranza che suscitano.

“Per molti anni, in Polonia tante persone sono state fatte oggetto di parole vergognose perché volevano scegliere da sole chi erano e chi amavano. Le persone LGBTIQ+ non sono un’ideologia, ma persone reali: hanno nomi, facce, parenti e amici. Tutte queste persone devono sentire la parola ‘scusa’, prima o poi. Qui è dove io mi scuso”. Wojciech Szeląg, giornalista e storico polacco, durante una trasmissione televisiva.

…e in Italia?

In Italia, dalla politica alla chiesa, alla medicina alle persone comuni, gli attacchi ai diritti civili della comunità LGBTIQ+ sono all’ordine del giorno.

La Chiesa ha corretto la sua apertura verso le coppie gay. E’ solo di pochissimi giorni fa la Dichiarazione Dignitas infinita del Dicastero vaticano, in cui si declina la posizione cattolica sul tema della dignità umana, compreso l’”ideologia di genere”, la maternità surrogata, il diritto all’aborto (di recente entrato nella Costituzione francese).

Un passo indietro che invita a combattere “questa brutta ideologia del nostro tempo, che cancella le differenze e rende tutto uguale; cancellare la differenza è cancellare l’umanità”, parole di papa Francesco. Il punto rivelatore di quanto quella benedizione delle coppie omosessuali abbia agitato, il mondo cattolico, è nella frase liberatoria usata dal cardinal Fernandez, prefetto del dicastero per la Dottrina della fede: “i più preoccupati potranno riposarsi”.

E i più intolleranti potranno continuare a spargere odio, grazie anche alla posizione del nostro governo che manifesta intolleranza verso tutto ciò che si allontana dal concetto di famiglia e società, cosiddette tradizionali.

Cestinato il DDl Zan che proponeva di estendere le pene alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale. Vietate le adozioni di genitori dello stesso sesso; fermo dell’unica clinica che trattava la disforia di genere in età adolescenziale (ansia e depressioni negli individui che non si riconoscono nel genere sessuale di nascita).

Approfondiremo ancora, nel prossimo numero, la situazione nel nostro Paese. In previsione anche delle elezioni europee di giugno.

Cosa vogliamo farne di questa Europa che non sa imporre agli Stati il rispetto dei diritti umani e civili dei propri cittadini?

fonte immagine: AFP