Ven. Mar 1st, 2024
piramidi

Le Piramidi di Tenerife sono una dei siti più interessanti dell’isola.

Situate nel comune di Güímar, sulla costa orientale dell’isola, fanno parte di un parco etnologico aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 ad un prezzo per visitare tutte le attrazioni di 18€ per i non residenti e 14.75€ per i residenti dell’arcipelago.

Oltre alle Piramidi, di cui parlerò più in dettaglio tra poco, si possono visitare il Giardino delle piante velenose, il Giardino sostenibile, il Museo, l’Auditoriumm, il Sentiero all’aria aperta e l’esposizione “Colonizzando la Polinesia”.

Ma la parte più interessante è sicuramente la visita alle Piramidi. Vediamo di approfondirne la storia.

Piramidi o pietre di confine?

All’inizio si pensava che le piramidi fossero costituite da mucchi di pietre accatastate dai contadini della regione. Questi, arando i campi, avevano trovato le pietre e le avevano distribuite sui lati dei propri campi a mo’ di confine.

In effetti questa era una pratica abbondantemente usata in tutte le Isole Canarie. Dai racconti dei “tinerfeños” sappiamo che tali piramidi furono costruite in diversi luoghi dell’isola, ma che poi furono usate come materiale per la costruzione di edifici.

Nella stessa Guimar, dove oggi sorge il parco etnologico, c’erano nove piramidi ora ridotte soltanto a sei.

Le Piramidi e i Solstizi

Una particolarità di queste piramidi, che fa pensare ad un uso ben diverso da quello ipotizzato all’inizio, è che nel giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno, si può vedere un doppio tramonto dalla piattaforma della piramide più alta.

Infatti da questa piattaforma si può osservare il sole scendere dietro la cima di un’alta montagna, oltrepassarla, apparire di nuovo per poi scomparire definitivamente dietro la montagna successiva.

Ma c’è di più: tutte le piramidi hanno una scalinata sul lato occidentale, dalla quale è possibile salire seguendo esattamente il sole nascente la mattina del solstizio d’inverno, il 22 dicembre.

Thor Heyerdahl

La scoperta di questi posizionamenti astronomici si deve al genio di Thor Heyerdahl, un avventuriero ed etnologo norvegese, che ha dedicato molti anni della sua vita per dimostrare le sue teorie sull’origine delle piramidi di Gúimar e dell’esistenza di antiche rotte commerciali tra i continenti.

Prima di scoprire le peculiarità sull’orientamento astronomico delle piramidi, Heyerdahl si rese conto che non poteva comunque trattarsi di un ammasso casuale di pietre. Erano visibili sia segni di lavorazione sui massi che di una preparazione preventiva del terreno, livellato prima della posa delle pietre stesse. E queste poi non erano comuni pietre, come quelle reperibili sui campi dei dintorni, ma pietre di origine vulcanica portatevi apposta.

Questo non consentì a Heyerdahl né di datarle né di scoprirne i costruttori. Sicuramente non furono i “Guanches“, l’antica popolazione delle Canarie, che non possedevano i mezzi tecnologici per lavorare le pietre laviche.

Dobbiamo tenere conto anche del resoconto di un altro studioso: Plinio il Vecchio il quale nella sua enciclopedia arrivata fino ai giorni nostri, la “Naturalis historia“, ci riferisce che le Canarie erano disabitate nel 600 a.C. ma sulle isole si potevano riconoscere ancora le rovine di grandi edifici.

Una rotta commerciale con base nell’Arcipelago Canario

Heyerdahl, comunque, era convinto che le Canarie fossero state la base di partenza di un antico popolo mediterraneo che commerciava con il continente americano in epoche pre-colombiane. Questo avrebbe spiegato anche perchè lo stesso tipo di piramidi si trovino alle Canarie, in America Latina e, tra le altre località nel mondo, anche ai piedi dell’Etna, in Sicilia.

Per dimostrare questa sua teoria, costruì una nave di papiro, la RA I, con la quale si mise in mare il 25 maggio del 1969 alla volta delle Barbados, insieme ad un gruppo di seguaci.

Questa spedizione fallì il 18 luglio dello stesso anno a tre quarti del percorso.

Ma Thor Heyerdahl non si diede per vinto. Tornato alle Canarie costruì la RA II, facendo tesoro dell’esperienza precedente. Riuscì a percorre la rotta che unisce le Canarie alle Barbados in 57 giorni, dal 17 maggio al 12 luglio del 1970. Del resto nel 1947 aveva già percorso la rotta del Pacifico tra il Perù e la Polinesia Francese con la Kon-TIKI un’altra nave, questa volta costruita in legno di balsa.

Conclusioni

Nel Museo del parco etnologico di Gúimar si può consultare la documentazione raccolta da Heyerdahl per provare la sua teoria sulle origine delle piramidi. Purtroppo tali documentazioni non sono ritenute sufficienti dal mondo accedemico e pertanto le teorie di Heyerdahl sulle piramidi vengono considerate puro esercizio accademico.

La teoria ufficiale resta quella che data la costruzione delle piramidi di Güímar alla seconda metà del secolo XIX per scopi agricoli.

A noi piace pensare che malgrado la scienza ufficiale abbia bollato le teorie di Heyerdahl come pura fantasia, qualcosa di vero ci sia. Il mistero delle Piramidi di Gúimar è tutt’altro che svelato. La ricerca della Verità continua, l’importante è tenere la mente sempre aperta a tutte le possibilità.

Lunga vita e prosperità

postilla

Ricordate l’accenno che vi feci sull’annuncio di Zaki Hawass circa l’apertura il 5 dicembre u.s. delle porte segrete scoperte nella Piramide di Cheope? ve ne parlai alla fine del mio articolo sul Nº40 di www.arcipelagocanarie.eu. Ebbene, a tutt’oggi non sono riuscito a trovare nessuna novità in merito. State certi che appena ne saprò qualcosa non mancherò di aggiornarvi.

Giampiero Sorce

Foto tratte dal web

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