Sab. Mar 2nd, 2024
donnedonne

Kabul, Afghanistan. Le donne sfidano ancora i Talebani che hanno imposto la chiusura dei centri estetici e dei parrucchieri. Dopo l’obbligo del burqa, il divieto di studiare e fare sport, ricoprire impieghi pubblici, ora arriva l’ordine di tirare giù le saracinesche dei negozi. Lo scorso giugno, il ministero afghano per la prevenzione del vizio e la promozione della virtù ha emesso un decreto dando alle esercenti un mese di tempo per chiudere. La decisione è una condanna mortale per migliaia di piccole attività gestite da donne. Attività che costituiscono, spesso, l’unico sostegno per la famiglia, oltre che l’ultimo modo rimasto per socializzare.

A quest’ennesima restrizione le donne di Kabul si sono ribellate, non ci stanno a subire ancora e con il coraggio della disperazione sono scese di nuovo in strada, sfidando il regime, la galera e il peggio ancora, di cui si sa ma non ufficialmente, per difendere la loro vita “normale” fatta di lavoro, dignità, libertà di vivere.  

Sono arrivate le forze talebane a disperdere le manifestanti, con idranti, taser e spari di fucile in aria, mentre loro continuavano a gridare “per lavoro, cibo e libertà”.

Il tempo di avere paura è finito! A voi afghane coraggiose che rappresentate la vera rivoluzione, dedichiamo le parole di Khalida, studentessa di Kabul di 14 anni: “A tutte le ragazze che sono spaventate per i talebani: dovete avere coraggio, essere determinate e non mollare. La vostra istruzione deve andare avanti!”

Karaj, Iran. “Sei una criminale”, le grida il pasdaran perché lei cammina senza velo, per le strade. “No, sono una donna e non ho paura. Non cercare di minacciarmi perché sono un’adulta, difendo i miei diritti e il tempo di aver paura di voi è finito”. Arrestata, è stata rilasciata dopo essere stata costretta a chiedere scusa pubblicamente sulla TV di stato.

Orgogliose di te, cara giovane donna iraniana, sappiamo che queste scuse pubbliche valgono la tua vita e la tua libertà, al momento.

Milano, Italia. Ennesimo femminicidio. La giovane di 20 anni uccisa dal fidanzato. E’ chiaramente un’emergenza quella che viviamo, dall’inizio dell’anno ad oggi sono 47 le donne uccise. Gli addetti ai lavori parlano di “rifiuto della libertà conquistata dalle donne, un rifiuto antico che si esprime in forme malate”. Così come si parla di “dipendenza affettiva” per quelle donne che non si allontano dai loro aguzzini, soprattutto quando sono i loro partner o familiari, diventano capaci di sopportare per anni relazioni umilianti e violente, arrivando a pensare di esserne la causa.

“Il tempo di avere paura è finito”, viene voglia di dire come la nostra coraggiosa iraniana. Il dolore richiede coraggio, determinazione, la forza di reagire che purtroppo oggi vediamo solo negli sguardi velati di quelle donne martoriate dei paesi arabi.

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