Sab. Mar 2nd, 2024

La paranoia è un termine che proviene dal greco παράνοια e significa follia. Essa è una malattia mentale nella quale il soggetto pensa in modo lucido anche se ha una visione alterata del mondo reale nel quale vive.

La paranoia fa il suo ingresso nell’uso comune per indicare uno stato patologico della mente nel IV secolo d.C., epoca nella quale operava Ippocrate.

Ippocrate fu l’autore del cosiddetto Giuramento antico dei medici:

…. Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo. ….

Successivamente se ne perse l’uso fino a quando Emil Kraepelin (psicologo tedesco fine ‘800) la riesumò assegnandole un preciso significato. Il paziente non ha allucinazioni, anzi nella sua logica è molto chiaro ed il pensiero è lucido e ordinato. La cosa che lo distingue consiste nel vedere la realtà che lo circonda in modo anomalo.

Il caso

Quando quattro anni fa è venuto a trovarmi il sig. F.D. per una consulenza, ho avuto inizialmente qualche difficoltà ad inquadrare la sua patologia psichica. I suoi discorsi e le sue preoccupazioni erano esposti con chiarezza e lucidità e non trasparivano particolari riferimenti che potessero far pensare a situazioni problematiche. Mi chiese un secondo appuntamento perché voleva rivelarmi alcuni momenti della sua vita.

Mi raccontò che ormai era in pensione da molti anni, malgrado la sua giovane età (le famose pensioni baby). Aveva ricoperto cariche lavorative molto alte. Aveva anche ricevuto riconoscimenti vari dalle Istituzioni dello Stato Italiano. Quindi, una persona di successo che però era tormentata da un continuo sospetto che gli altri lo potessero danneggiare. Egli nutriva forti sospetti, tra l’altro senza che una valida ragione li potesse giustificare, verso il prossimo.

Viveva in un appartamento al centro di Roma ed il suo studio, dove passava la maggior parte della giornata, era sempre con le persiane chiuse. Aveva due amici che frequentava saltuariamente e che ogni tanto lo andavano a trovare a casa. Se non telefonavano sapevano che se le persiane erano chiuse (si vedevano dalla strada) non dovevano salire, né citofonare. Se, invece, erano socchiuse allora si poteva andare a trovarlo.

Usciva una volta al giorno, verso le 18.00 per andare a cena ad un ristorante (sempre lo stesso) e così presto perché così incontrava poca gente.

Il sig. F.D. è purtroppo deceduto per un infarto; me lo comunicò la moglie con la quale avevo anche avuto degli incontri – in accordo con il marito – per delineare la sua contorta personalità.

Disturbo paranoico di personalità

Il disturbo paranoico di personalità (PPD) è una particolare condizione della propria mente per la quale il soggetto ha maturato e fatto suo un modello di sfiducia e sospetto nei confronti degli altri. 

Inoltre, in questi soggetti non si intravede un particolare disturbo psichico che ne possa indicare il tipo di patologia (come, per esempio, la schizofrenia).

La schizofrenia si manifesta con allucinazioni fino a veri e propri deliri, l’’eloquio è disorganizzato ed anche il comportamento è variabile: dalla depressione, all’ansia ed all’ira.

Cause della paranoia

Il disturbo paranoico di personalità sembrerebbe essere il frutto della combinazione di vari fattori agenti in diversa misura. Da notare che la PPD sembra essere più comune negli uomini.

Fattori ereditari

Tra i fattori ereditari la ricerca evidenzia che una storia familiare di disturbi psichiatrici può comportare una maggiore probabilità di soffrire di paranoia.

Fattori psicologici

Tra i fattori psicologici la compresenza di altri disturbi psichiatrici, può favorire lo sviluppo del pensiero paranoide. Inoltre un sé vulnerabile sembrerebbe essere maggiormente associato alla paranoia.

Fattori psicosociali

Tra i fattori psicosociali le prime interazioni con i familiari e con i pari o esperienze infantili traumatiche potrebbero aver condizionato il pensiero del soggetto in senso paranoico.

Infine anche la ripetuta privazione di sonno può contribuire a generare pensieri paranoici.

I sintomi della paranoia

Le persone con un PPD sono molto sospettose degli altri, anche parenti ed amici, quindi limitano drasticamente la loro vita sociale. Non riescono ad essere obiettivi e non considerano la loro sfiducia esagerata nei confronti del loro ambiente di vita reale.

I sintomi possiamo riassumerli come segue:

  • Sospetto che gli altri abbiano secondi fini e quindi certezza di essere usati da costoro
  • Incapacità di collaborare con gli altri per sfiducia e questo comporta l’inevitabile isolamento sociale che si rivela con azioni di ostilità verso il prossimo e conseguente distacco

La PPD viene diagnosticata sulla base di una valutazione psicologica. L’operatore valuterà la durata e la gravità dei sintomi della persona.

Cura e trattamento della paranoia

Il soggetto con il disturbo paranoico di personalità è difficile da trattare perché, proprio per la natura del suo problema, generalmente prova grande sfiducia verso l’operatore. Quindi, la prima fase è quella di conquistare la fiducia del soggetto nel modo più trasparente e cristallino.

Nel caso in esame ho ritenuto utile parlare con la moglie del sig. F.D. e tale necessità l’ho comunicata al paziente spiegandogli l’importanza di un tale confronto. Questa circostanza mi ha fatto guadagnare una parte di fiducia nei suoi confronti, proprio per la mia lealtà nel presentare la situazione.

La prognosi di solito dipende dal fatto che la persona sia disposta ad accettare aiuto. La psicoterapia e i farmaci a volte possono ridurre la paranoia e limitare il suo impatto sul funzionamento quotidiano di una persona.

Se il trattamento viene accettato la psicoterapia innanzitutto (e, se proprio necessario, anche la farmacologia) può spesso essere efficace.

Quando la paranoia si manifesta nella forma del disturbo delirante il farmaco è necessario, ma necessita comunque dell’aggiunta di un’adeguata psicoterapia.

Qualora il lettore ritenesse utile un colloquio o effettuare una comunicazione, potrà contattarmi attraverso la redazione o per via telefonica (+39 – 393 183 8610) o tramite posta elettronica: (francescaromanad@icloud.com).

La dott.ssa Francesca Romana Dottori offre il servizio di consulenza psicologica online tramite MEET e ZOOM, secondo le linee guida per le prestazioni psicologiche a distanza, approvate dall’Ordine Nazionale degli Psicologi.

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