Mer. Feb 21st, 2024
macchina del tempoLa Delorean DCM-12 - fotogramma dal film "Ritorno al futuro"

La macchina del tempo per antonomasia: la Delorean DMC-12

Non ci sono viaggi nel tempo nella letteratura fantascientifica post rivoluzione industriale senza una macchina del tempo!

Abbiamo visto come dal 1330 con il racconto “il mago rimandato” al 1967 con il romanzo “la donna che viaggiò nel tempo” le cose si siano evolute e si siano inventati mezzi meccanici e non più “magici” per viaggiare nel tempo.

La macchina di “avorio e quarzo” di H.G.Wells, simile ad una poltrona vittoriana, farà da apripista alle fantasiose invenzioni che la seguiranno. Saranno strane capsule, irte di tubi e teatralmente sbuffanti vapore o veicoli adattati allo scopo…

Così torniamo alla domanda che vi ho posto alla fine dell’articolo precedente: “A che velocità devo andare per attivare il flusso canalizzatore?”

Beh, per dare una risposta dobbiamo tornare indietro nel tempo, ed esattamente al 1985…

Uno scienziato pazzo, un adolescente e una fuoriserie

I più attenti di voi avranno già risposto riconoscendo l’auto nell’immagine di copertina e avranno citato il buon vecchio Emmet “Doc” Brown di Ritorno al Futuro: 88 miglia orarie! Ed è proprio questa la velocità che la DeLorean DMC-12 modificata dall’eccentrico scienziato, interpretato magistralmente da Christofer Lloyd, deve raggiungere per poter viaggiare avanti o indietro nel tempo. Oltre a 1,21 gigawatt di energia elettrica…

Sono questi aspetti “pseudoscientifici” che rendono il genere fantascientifico così affascinante ed accattivante. Noi sappiamo benissimo che non basta un “flusso canalizzatore” per costruire la macchina del tempo. Però combinarlo a velocità ed energia elettrica, due fattori presenti nella vita di tutti i giorni, rende in qualche modo il tutto più fattibile!

Nella trilogia ritroviamo tutti i cliché dei viaggi nel tempo.

Il giovane Marty McFly torna indietro nel tempo accidentalmente ma il suo arrivo interferirà con il continuum spazio-temporale. Questo comporterà che i suoi genitori non si sposeranno e, di conseguenza, nè lui nè i suoi fratelli nasceranno! Non ha molto tempo per rimediare, come gli ricorda una foto in cui i suoi fratelli e, verso la fine del film anche lui, iniziano a scomparire.

Marty incontrerà Doc il giorno in cui questi, sbattendo la testa, ipotizza il flusso canalizzatore. Insieme a lui riuscirà a studiare un modo per far mettere insieme i genitori. Gli stessi con cui nel frattempo avrà fatto amicizia. Il giovane Marty scoprirà che in fondo i suoi “vecchi” sono stati giovani anche loro, con le contraddizioni degli adolescenti di tutte le età.

Un altro aspetto tipico dei viaggi nel tempo, e per i quali tutti noi vorremmo una macchina del tempo, è la possibilità di conoscere i risultati degli eventi sportivi, per scommettere a colpo sicuro. Lo troviamo nel secondo film, quando il cattivo (si fa per dire) della serie, Biff, ottiene dal se stesso del futuro il Grande Almanacco dei Risultati dal 1950 al 2000.

A proposito di questo film ci sono alcune curiosità da riferire. Una riguarda proprio questo almanacco. Le copie realizzate per le scene del film non sono andate perdute, anzi, ancora oggi sono oggetto di collezionismo. L’ultima battuta all’asta nel 2019 è stata comprata per 8320 dollari…

Altra curiosità del film è che l’ologramma dello “Lo Squalo 19” non ha soddisfatto il suo creatore, Steven Spielberg, spingendolo a dire: “Neanche nel futuro siamo riusciti a farlo bene!”.

Carl Sagan, il famoso astrofisico creatore del progetto SETI, ebbe a dichiarare come Ritorno al Futuro 2 fosse stato il miglior film mai realizzato sui viaggi nel tempo nella Storia del Cinema. Sagan elogiò in modo particolare la gestione e il concetto delle varie linee temporali e le alterazioni che potrebbero conseguirne.

Nel terzo film torna una delle grandi passioni di Spielberg che, come negli altri due film, ne fu il produttore esecutivo: l’epopea del west. In questo caso il tema dei viaggi nel tempo è legato all’uso delle conoscenze tecnologiche avanzate in un’epoca antecedente alla loro scoperta.

Quando Marty incontra Doc, questi fa il maniscalco ed è alle prese con una macchina a vapore gigantesca, quella che oggi potremmo paragonare ad una pompa sotto vuoto, che gli permetterà finalmente di produrre… ghiaccio!

Insomma il successo della trilogia di Spielberg è sicuramente legato alla capacità di esplorare tutti gli aspetti dei viaggi nel tempo.

I fans della trilogia non hanno mai smesso di sperare in un ritorno dei personaggi e della macchina del tempo più famosa della storia. Più volte sono state rilasciate dichiarazioni che escludevano categoricamente la possibilità, però è stato fatto un trailer, per permettere ai fans di tutto il mondo di sognare il ritorno di Doc e Marty. Potete vederlo qui:

Appuntamento

Con questa breve disanima ho voluto rendere omaggio a due grandi attori, Cristopher LLoyd e Michael J. Fox, che hanno reso possibile il successo di questi film. Quando terminano le risprese della seconda e terza parte, girate in contemporanea, è il 1991 e Michael J. Fox inizia ad avvertire i primi sintomi del Morbo di Parkinson. Non ha ancora compiuto i trentanni. Il resto è storia. Anzi è “Still: la storia di Michael J. Fox”, docufilm girato quest’anno per la AppleTV+

La prossima ed ultima puntata sui viaggi del tempo, che segnerà anche la pausa estiva dei miei articoli, sarà dedicata alla produzione di casa nostra.

Ebbene si: il primo romanzo di fantascienza italiano è stato un viaggio nel tempo. E non immaginerete mai chi ne fu l’autore!

Stay Tuned

Lunga vita e prosperità

Foto tratte dai fotogrammi della trilogia di “Ritorno al Futuro”

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