Sab. Mar 2nd, 2024
il sonno della ragione genera mostri

Il sonno della Ragione genera Mostri è titolo di questa opera, tra le più famose incisioni del pittore spagnolo Francisco Goya. Risale al 1797 e non è certo un’opera di fantascienza. Si riferisce piuttosto alla capacità della nostra mente di creare fantasie che, se non supportate dalla ragione, possono degenerare in incubi. Un po’, se vogliamo, ciò che Blaise Pascal, di cui domani 19 giugno ricorrono i 400 anni dalla nascita, predicava nei suoi trattati filosofici sul corretto uso della ragione.

E quale peggior mostro del sonno della ragione di quello che porta alle conseguenze di un conflitto nucleare?

Questa volta non farò un elenco di romanzi o di film, di questi ultimi potete trovarne a decine nelle piattaforme di streaming. Questa volta vorrei invitarvi a riflettere sul vero motivo dell’interesse mondiale per questo genere della Fantascienza.

La Fantascienza e i mostri evocati dal sonno della ragione

Moltissimi sono gli autori di Fantascienza, figlia prediletta della Fantasia, che si cimentano nel filone Apocalittico e Post-Apocalittico.

Questo ramo narra di scenari post nucleari, ambientati in un futuro più o meno prossimo, in cui l’umanità trova, o non riesce a trovare, il modo di sopravvivere.

Se non ci fossero state le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, non si sarebbero mai scritti romanzi di questo tipo o sceneggiature per film alcune volte degne di plauso come “Ultima Spiaggia” di Nevil Shute.

Perchè piace questo genere?

La domanda, quindi, non è perchè esistano tali prodotti della fantasia, piuttosto perchè riscuotano successo. Perché proviamo un interesse quasi morboso per vicende che narrano di città distrutte, sopravvissuti che si uccidono a vicenda, bande paramilitari che seminano il terrore, mutanti più o meno deformi a causa delle radiazioni… insomma tutto ciò che di peggio può accadere nel “the day after“, il giorno dopo?

Cui prodest? A chi giova?

Noi siamo abituati, ahimè, ad aver paura di tutto ciò che è diverso, alieno. Un po’ come nel film “il mio nemico”, che ho citato nel mio precedente articolo (se ve lo siete perso potete leggerlo qui), ma anche del futuro su cui non pensiamo di avere controllo. Ragion per cui abbiamo imparato a delegare la nostra sicurezza a chi dice di esserne garante.

Siamo indottrinati a temere il peggio dai media televisivi: raramente nei telegiornali vediamo servizi in cui si parla di amore per il prossimo, di educazione, di onestà, se non come curiosità, come eventi straordinari. Ciò da cui veniamo bombardati quotidianamente è tutto l’opposto: la normalità sono gli omicidi, le stragi, la disonestà.

Bad Wibes, Basse Vibrazioni

Questo contribuisce a mantenerci schiavi della paura, delle basse vibrazioni. E’ un clima che intossica, che induce il sonno della ragione che genera i peggiori mostri: l’indiferrenza, l’egoismo, la superficialità e, ancor più grave, la mancanza di analisi critica.

Ecco che perciò smettiamo di pensare e crediamo di esorcizzare la paura cibandoci di narrativa e filmografia che ci descrivono, fin troppo nei dettagli, il rischio che l’umanità sta REALMENTE correndo di un conflitto atomico. Se è un libro di fantascienza o un film, allora non è reale, non accadrà mai.

La guerra Russo-Ucraina, chiunque e per qualunque ragione sia stata iniziata, è il mostro risvegliato dal sonno delle nostre ragioni dell’Armageddon nucleare.

Pur di mantenere il nostro stile di vita, stiamo lasciando apaticamente in mano di pochi il destino dell’intera umanità. Ci hanno ingannato dicendo che siamo in democrazia, che loro sono i nostri rappresentanti e che loro fanno i nostri interessi, ma io non credo che nessuno di noi, nessun Ucraino, nessun Russo, nessun Americano, nessun essere umano abbia come interesse la distruzione, la morte e la sofferenza di un altro essere umano.

Gli unici interessi che stiamo lasciando tutelare sono quelli dei fabbricanti di armi e di una elite che ha il controllo politico-economico del Pianeta Terra e a cui noi, belle addormentate nel bosco, permettiamo di decidere del nostro futuro.

Nagasaky oggi. Immagine wirestock su Freepick

Conclusione

La prossima settimana tornerò a parlare di Libri e Film di Fantascienza, perché il futuro che intravedo non mi piace e, da bravo cinico disilluso, tornerò a rifugiarmi in universi paralleli, in realtà utopiche e in quel “c’era una volta in una galassia lontana lontana…” alla cui narrazione potrò cadere nel sonno della ragione che genera mostri.

Lunga vita e Prosperità!

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