Mar. Mar 5th, 2024
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L’inquinamento degli oceani è ormai diventato un problema mondiale che tocca tutte le popolazioni del pianeta.

Non solo la plastica, ma anche tanti altri oggetti vengono scaricati in mare.

In tutti i fondali degli oceani, dove si verificano passaggi umani (petroliere, navi da crociera, pescherecci, ecc.), sono raccolti i peggiori segnali del passaggio umano.

La rivista online tiscali ambiente, riporta delle foto estremamente imbarazzanti e terrificanti che è necessario osservare anche se spesso preferiamo sorvolare ed interessarci di altro.

Enorme è la quantità di attrezzature adibite alla pesca che i ricercatori hanno rinvenuto nei fondali oceanici. Naturalmente si può comprendere che questo materiale arreca gravi danni all’ambiente marino con forti ricadute sulla salute e quindi sull’economia e sulla società in generale.

Questa situazione sta assumendo aspetti tragici.

Varie strutture, private e non, aventi lo scopo di controllare la situazione ambientale mondiale, stanno monitorando gli oceani.

Tra queste annoveriamo il CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization) che ​è un’agenzia indipendente del governo federale australiano responsabile della ricerca scientifica. La sua funzione principale è quella di migliorare le prestazioni economiche e sociali di vari settori a beneficio della collettività.

CSIRO lavora con le principali organizzazioni in tutto il mondo. Questa organizzazione gestisce oltre 50 sedi in Australia e in Francia, Cile e Stati Uniti, con circa 5.500 dipendenti. La sede centrale è a Canberra. La sua attività è iniziata verso la fine della prima guerra mondiale.

I dati raccolti da questa organizzazione sono estremamente allarmanti. Abbiamo invaso i nostri oceani con attrezzi per la pesca, oltre ai rifiuti plastici, alle buste ed ai contenitori di plastica e tanto altro ancora. Uno dei risultati più assurdi, rilevati dai ricercatori, è che negli oceani sono sparsi circa 14 miliardi di ami. Pazzesco, vero?

Inutile dire, che tutti questi rifiuti rappresentano una chiara minaccia per le specie marine e per interi ecosistemi.

Il grande dramma della plastica che anche dopo decenni è ancora in grado di intrappolare tartarughe, delfini, squali, balene e pesci di ogni genere. Oltre ai danni provocati al mondo ittico, la plastica rilascia in mare le pericolosissime microplastiche. Queste finiscono per essere ingerite dagli ignari pesci che poi finiscono sulle nostre tavole.

Arriveremo anche agli spaghetti alle vongole plastificate!

Digitando su Google Shutterstock, entrate in un sito di fotografie (centinaia di migliaia di foto). Qui, dove dice cerca foto digitate inquinamento marino. Vi appariranno delle fotografie veramente preoccupanti che danno la misura della tragedia che si sta consumando ai danni di tutta l’umanità.

La cosa che mi fa sperare è che l’organizzazione CSIRO ha un settore dedicato alla scuola e, quindi, alla sensibilizzazione dei problemi che abbiamo accennato. Come la CSIRO, anche altre organizzazioni stanno formandosi dato il dilagante problema sempre più evidente.

Anche noi, nel nostro piccolo, dobbiamo cercare di evitare l’uso di tali inquinanti. Non dobbiamo essere egoisti verso i nostri figli ed i nostri nipoti che erediteranno un mondo peggiore di quello che abbiamo ereditato noi.

Fonti: globochannel blog.

Un pensiero su “Gli oceani come discariche”

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