giustina e cipriano

Giustina e Cipriano… chi erano?

Spesso conosciamo il nome di un Santo e ne festeggiamo la ricorrenza magari con una festa di paese oppure con un dolce particolare che ne porta il nome, ma pochissime volte abbiamo la consapevolezza del perché quella persona sia stata dichiarata santa.

Insomma, poco ne sappiamo della sua vita e delle vicende legate alla sua santità.

Vi propongo allora la storia di due di loro: Giustina e Cipriano, protagonisti di una delle tante storie relative ai martiri della allora neonata cristianità.

Ci troviamo all’incirca nell’anno 302 nella città di Nicomedia, antica città dell’Anatolia fondata nel 700 a.C. distrutta e ricostruita dal re greco Nicomede I re di Bitinia da cui prese il nome ed oggi odierna Izmit, poco distante da Istanbul in Turchia. 

All’incirca nel 284 d.C. l’imperatore Diocleziano diventò Augusto e prese a governare la parte orientale a lui affidata. Grazie alla sua centralità strategica, la scelse come una delle quattro capitali dell’impero perché Nicomedia era raggiungibile sia via terra che via mare in quanto molto vicina al Bosforo.

La città fu una delle più grandi sedi della “segreta” cristianità di quel tempo.

I cristiani erano perseguitati e bisogna ricordare che Diocleziano fu uno degli imperatori più crudeli. Addirittura fu l’artefice di quella che fu chiamata la “grande persecuzione”, la più terribile e devastante per la comunità cristiana di tutto l’impero.

10 anni di persecuzioni

Durante i circa dieci anni di governo, inizialmente furono prese solo delle decisioni riguardanti i divieti delle pratiche religiose. Poi, con il passare del tempo, le persecuzioni si inasprirono a cominciare dall’espulsione di tutti i cristiani dall’esercito, fino alla esplicita condanna degli appartenenti al clero. 

Grazie ad una delle lettere che C. Plinio Cecilio Secondo  scrisse a Traiano (Epistolarum Libri Decem anno 113 d.C.) veniamo a conoscenza dei fatti. Vi troviamo la descrizione dettagliata degli atti che i cristiani erano obbligati a compiere durante il processo di abiura.

Il “Christo Maledixerunt” ad esempio, consisteva in una pubblica abiura che comprendeva il maledire pubblicamente il nome di Cristo. Dovevano bruciare le Sacre Scritture e soprattutto rinnegare il credo cristiano davanti a tutti.

La pubblica manifestazione per allontanare da sé tutti i sospetti di cristianità, si concludeva con una offerta agli dèi. Ad esempio, bruciare incenso sotto la statua dell’imperatore che era comunemente considerato un dio.

Con questo iter, si ovviava a problemi di accusa e di arresto e si veniva subito rimessi in libertà. Tutti coloro i quali non volevano compiere questo semplice gesto, principalmente le persone appartenenti al clero, i preti, i sacerdoti e i vescovi, ma anche tutti i fedeli che si rifiutavano di offrire sacrifici pagani o di abiurare il credo cristiano, venivano imprigionati, torturati e barbaramente uccisi.

In quei tremendi dieci anni, dilagò da oriente ad occidente la caccia ai cristiani e molti furono i martiri che in quel periodo nero per la cristianità, subirono delle morti atroci, tra i tanti anche Giustina e Cipriano di cui racconterò la storia a grandi linee.

La storia di Giustina e Cipriano

Giustina era la figlia di un sacerdote pagano. Era una bellissima ragazza, dai modi educati e gentili convertita al cristianesimo grazie alle prediche del diacono Paralio. Decise di farsi battezzare e subito riuscì a convincere anche suo padre Edesio e sua madre Cledonia a convertirsi al cristianesimo… Tanto che dopo qualche tempo, suo padre venne ordinato presbitero dal vescovo Ottato.

La ragazza aveva deciso di consacrare la sua verginità a Cristo e quindi si era ritirata a vita “monacale”. A quel tempo ancora non esisteva così come la concepiamo noi all’interno di un convento, ma veniva sostituita con una rinuncia alla vita pubblica. In pratica si sceglieva di vivere rimanendo chiusa in casa, in solitudine (da solo, in greco ‘monos’, da cui deriva il termine monaco) dedicandosi alla preghiera e al digiuno.

Purtroppo, il caso volle che si fosse innamorato di lei un ragazzo della sua età di nome Aglaide, pagano come la maggior parte della cittadinanza, il quale l’aveva chiesta in sposa.

La ragazza però aveva rifiutato la proposta di matrimonio, adducendo come valida motivazione che aveva deciso di rimanere casta avendo consacrato la sua persona a Cristo per il resto della sua vita.

Ossessione e persecuzione amorosa di Aglaide

Lui intestarditosi nel volere a tutti i costi quella ragazza. Cercò in tutti i modi di farla sua: inizialmente cercò di rapirla. Poi si rivolse ad un mago molto potente, tale Cipriano, iniziato ai misteri di Mitra e Demetra, capace di evocare i demoni e di mandarle il diavolo in persona per convincerla. 

Con tutti i sortilegi di sua conoscenza, il mago provò più volte ad inviarle il demonio per farla cedere in modo che concedesse finalmente la mano ad Aglaide.

La leggenda narra che il diavolo si impegnò per tentarla in ogni modo. Ma la ragazza riusciva invece con semplicità a scacciarlo, in un modo incredibilmente efficace, ovvero con il solo soffio di fiato della sua bocca seguito dal segno della croce.

La sua convinzione vocazionale e spirituale, riuscivano dove invece altri avevano ceduto, in pratica Giustina lo “soffiava via”… Senza impensierirsi più di tanto, grazie alla preghiera e all’aiuto del buon Dio. Alla fine, il diavolo tornato definitivamente vinto, dal mago Cipriano, riconobbe la sua sconfitta, confessando che Dio era più forte di lui.

Questo fatto turbò assai il mago. Impressionato dalla potenza di Dio si convertì all’istante e facendosi per la prima volta il segno della croce… E allontanò per sempre il diavolo che lo teneva soggiogato e liberandosi così definitivamente dalla sua oppressione.

Conversione di Cipriano

Una volta libero dal giogo in cui era vissuto fino a quel giorno, Cipriano convertito al cristianesimo, consegnò tutti i suoi libri di magia e di incantesimi al vescovo. Confessò pubblicamente tutti i suoi misfatti. Chiese perdono per i suoi peccati e una volta battezzato, si dedicò allo studio delle Sacre Scritture e della teologia.

Presto venne accolto dalla Chiesa e divenne prima diacono ed infine sacerdote, vivendo una vita santa di preghiera, di studio e di penitenza.

Nel frattempo, Giustina, per mezzo della quale Cipriano era rimasto folgorato della grandezza, della potenza e della misericordia di Dio, era riuscita a trovare una sorta di monastero dove si era ritirata diventando diaconessa.

L’arresto di Giustina e Cipriano

Purtroppo, vivendo negli anni della più violenta persecuzione intorno al 302, vennero entrambi denunciati ed arrestati dal prefetto Entolmio. Portati a Damasco e lì barbaramente torturati: Giustina venne flagellata, mentre Cipriano venne scarnificato.

Il giorno seguente, visto che non erano ancora morti, vennero immersi in un calderone di pece bollente, dalla quale anche qui, ne uscirono illesi.

Poiché la loro fede non venne mai meno, furono portati davanti a Diocleziano a Nicomedia. Il quale li condannò a morte facendoli decapitare sulle rive del fiume Gallo.

Conclusioni…

Questa leggenda narra le vicende dei due martiri. Ovviamente arricchita da passaggi fantasiosi e spettacolari passati nei secoli di bocca in bocca all’interno delle prime comunità cristiane… Ma sta di fatto che i due perirono sotto Diocleziano dopo essere stati crudelmente torturati.

Della loro triste storia, in verità, quello che colpisce di più è il racconto di come Giustina supera le difficoltà legate alle tentazioni che le propone il demonio.

Chissà se anche noi con una ben strutturata forza interiore, potremmo imparare materialmente a “soffiar via” ciò che ci tenta?