erode

Erode è ancora presente tra noi…

Sai quando ti affacci alla finestra e vedi qualcosa di orribile? La prima cosa istintiva che viene da fare  è distogliere lo sguardo, ma poi torni su cosa hai visto e cerchi anzi di guardare meglio.

E questa volta la nostra reazione è: “No, non è possibile, Erode è morto!”  

Per capirne di più, ci sporgiamo fino ad avere tutto il busto sul davanzale e assistiamo, con silenziosa colpevolezza, allo scempio che si consuma sui bambini nel mondo, sempre più vittime di disegni spietati che travalicano la giustizia e l’onore degli uomini.  

La verità è che Erode non muore mai!  

Bambini deportati come arma di guerra, come in Ucraina. Bambine avvelenate nelle aule delle scuole per impedire loro l’istruzione, come in Iran. Bambini affamati, schiavizzati e ridotti in condizione di  povertà assoluta. Per non parlare di quei corpicini che il Mediterraneo spesso ci restituisce, con o senza i loro genitori. Bambini in fuga verso un futuro migliore che per loro mai ci sarà. 

Andiamo per ordine.  

Il recente rapporto congiunto dell’OIL (organizzazione internazionale del lavoro) e dell’UNICEF lanciano l’allarme sulla condizione di oltre 50 milioni di bambini compresi tra 0 e 15 anni che vivono in condizioni critiche e necessitano di protezione e assistenza sociale ed economica.

I bambini costituiscono più della metà dei poveri nel mondo, sebbene siano solo il 30% della popolazione  globale.

L’incapacità di aiutarli, con piani assistenziali governativi globali, li rende più vulnerabili alla povertà estrema, condizione che fa aumentare matrimoni precoci e lavoro minorile.

Un miliardo di  bambini è “multidimensionalmente” povero, cioè privo di almeno uno degli elementi essenziali per vivere: salute, nutrizione, alloggio, servizi igienici, acqua, istruzione (Unicef 2021).

Dopo la  pandemia, nell’Unione Europea un bambino su quattro è a rischio povertà ed esclusione sociale (Eurostat 2022). 

E noi siamo alla finestra…. 

Ne avevamo parlato tempo addietro con la promessa di tornare a riflettere sull’orrore russo compiuto sui bambini in Ucraina.

Ai russi non bastano più devastazioni, torture e morti di civili, lo scempio ora mira ad annientare il futuro della nazione ucraina attraverso la deportazione e il trasferimento illegale di migliaia di bambini, dalle zone occupate dell’Ucraina verso la Russia e la Crimea.

Strappati alle famiglie con il pretesto dell’evacuazione, o rapiti dagli orfanotrofi e trasferiti in campi di rieducazione, i bambini sono destinati ad un sistema di “rieducazione politica” per diventare filo-russi; i più grandi vengono addestrati a maneggiare attrezzature militari, guidare camion e usare armi.

Alcuni di essi sono stati liberati da organizzazioni internazionali e hanno potuto testimoniare il calvario subito e la sorte dei più piccoli che vengono avviati all’adozione nelle famiglie russe.

E le Organizzazioni Internazionali?

L’ONU accusa Mosca di “crimini di guerra” e la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d’arresto per il presidente Vladimir Putin. Nel frattempo tutti sappiamo che non ci sarà né tempo né modo di liberare tutti i bambini.

Questa è la guerra e questi sono i criminali che annientano, per propri interessi politici ed economici, generazioni di futuri uomini e donne, cancellandone vite e identità.  (Erode docet? -ndr-)

Esattamente come sta succedendo in Iran dove è esploso il caso di avvelenamento di massa di bambine nelle scuole: un altro violento tentativo di chiudere le scuole femminili e cancellare i diritti  umani delle donne, compreso quello allo studio.

Tra novembre 2022 e marzo 2023 circa 7.000 ragazze sono state ricoverate o hanno perso la vita, con sintomi di avvelenamento per via aerea.

Un orrore tra gli orrori che giornalmente ci vengono trasmessi dalle televisioni su arresti e uccisioni di  giovani donne che si ribellano e cercano libertà.

Il governo inizialmente ha ignorato la denuncia delle famiglie ma l’escalation dei casi ha costretto l’Ayatollah Ali Khamenei a definire l’ondata di avvelenamenti delle bambine come un crimine imperdonabile.

Al contempo però ha voluto inasprire la repressione contro chi non rispetta l’obbligo di portare il velo definito “uno dei fondamenti della civiltà della nazione iraniana”. Anche se sei solo una bambina. 

La verità che appare da quella finestra di osservazione che abbiamo voluto aprire è che Erode non muore mai.