Ven. Mar 1st, 2024
divario salariale

La ricercatrice di Harvard ha analizzato le cause storiche e sociali che determinano il divario salariale tra uomini e donne da oltre 200 anni.

Mentre c’è ancora chi nega l’esistenza di un divario salariale di genere, l’Accademia reale svedese delle scienze ha assegnato a Claudia Goldin, docente a Harvard, il Nobel per l’economia 2023.

Il comitato svedese ha affermato che le ricerche della Goldin provano che «le donne sono ampiamente sottorappresentate nel mercato del lavoro globale e, quando lavorano, guadagnano meno degli uomini». Una delle maggiori discriminazioni ancora perpetrate  e un danno economico per tutta la  società.

Nell’ormai lontano 1989 Claudia Goldin, è stata la prima donna a ottenere una cattedra presso il dipartimento di economia dell’università più accreditata del mondo, dov’è ancora docente.

La sua lunga carriera accademica è stata dedicata a studiare il fenomeno del gender pay gap, il divario salariale di genere, indagando ciò che lo determina e come ridurlo.

La motivazione per il Nobel non lascia dubbi:

«Ha esplorato archivi e raccolto oltre 200 anni di dati provenienti dagli Stati Uniti; ha analizzato i cambiamenti storici, investigando le cause che hanno portato le donne ad essere meno presenti e meno richieste nel mercato del lavoro”.

I suoi studi sono fondamentali per comprendere come la disuguaglianza di genere a livello salariale sia un fenomeno sviluppatosi attraverso i diversi cambiamenti storici ed economici che hanno esacerbato le cause per cui le donne sono meno presenti e appetibili nel mercato del lavoro: tipo di istruzione, scelte professionali, stereotipi di genere, ma anche maternità e contraccezione”.

Greedy works

Nel 2021 Claudia Glodin ha pubblicato il libro “Career and Family” sulla penalizzazione della donna nei cosiddetti “Greedy works”, i “lavori avidi” di tempo che richiedono disponibilità e impegno continuo.

“Il fatto che i “lavori avidi di tempo siano accompagnati da uno stipendio competitivo mette le persone di fronte a una scelta difficile: un genitore deve essere disponibile a casa, e questo è ancora, il più delle volte, compito della donna”.

In passato la differenza retributiva poteva essere attribuita al livello di istruzione e alle scelte professionali, oggi – come affermato anche dal Comitato accademico svedese –

la maggior parte dell’attuale divario di reddito è tra uomini e donne che svolgono gli stessi lavori e che emerge principalmente dopo la nascita del primo figlio della donna. Il messaggio speciale lanciato dall’accademia sottolinea la necessità, per la società e per l’economia, di affrontare seriamente il tema delle discriminazioni di genere. Rimangono ancora domande grandi e scomode. “Ad esempio: perché le donne, e non gli uomini, fanno un passo indietro rispetto a queste opportunità più remunerative?

Gli uomini rinunciano al tempo con la famiglia e le donne spesso rinunciano alla carriera” afferma la Goldin. “E come possiamo rendere questi ‘lavori avidi’ meno impegnativi, senza renderli meno produttivi?

Non avremo mai l’uguaglianza di genere, o la riduzione del divario retributivo, fino a quando non avremo l’equità di coppia”,

ha dichiarato la ricercatrice in un’intervista alla CNN. E questa è la prossima frontiera che dovremo esplorare

Fonte immagine di copertina: Paul Getty

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *