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Dichiarazione congiunta delle federazioni sindacali europee e della Confederazione europea: nella Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Il 17 maggio, giornata mondiale per i diritti LGBTI+, tutto il movimento sindacale, europeo e mondiale, celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT). Mentre l’Italia si allontana sempre più dai governi democratici occidentali.

Il nostro paese si avvicina paurosamente al modello omofobico dell’IRAN e sposa appieno la modalità di governare dei paesi di estrema destra, che cancellano tutti i diritti della comunità LGBTQ+. L’Italia non ha firmato la Dichiarazione per la promozione delle politiche europee, a favore delle comunità LGBTQ+. (Leggi anche Lo stato dei diritti LGBTQIA in Italia: avanti “a passo di gambero” – Arcipelago Canarie) . La Dichiarazione era stata presentata, nella giornata mondiale contro l’omofobia, dalla presidenza di turno belga, ai paesi membri dell’Unione europea. Qui il documento.

Diritti LGBTI+: la dichiarazione congiunta dei sindacati

Per combattere l’avanzata di chi lotta contro i diritti umani, i sindacati europei e mondiali si sono mobilitati a difesa dei diritti LGBTI+, così duramente conquistati nel tempo. Il sindacato è il più grande movimento sociale del mondo e si fonda sui valori della democrazia, dell’uguaglianza e della solidarietà. Stessi valori su cui si fonda l’Unione Europea.  Non accettando alcuna posizione estremista e omofobica che istiga all’odio, le Federazioni e la Confederazione dei sindacati europei hanno firmato una Dichiarazione congiunta che vi riportiamo integralmente.

Un’offesa a uno è un’offesa a tutti

“In questa giornata, ricordiamo a noi stessi e ai responsabili politici europei che i diritti LGBTI+ sono diritti umani e sindacali fondamentali.

Dichiarazione CES, confederazione europea dei sindacati

Lodiamo i progressi compiuti negli ultimi decenni per promuovere i diritti dei lavoratori LGBTI+ sul posto di lavoro, attraverso la contrattazione collettiva e oltre, come il diritto alla vita familiare, attraverso la parità di diritti per le coppie dello stesso sesso.

Tuttavia, questi risultati sono ora messi in discussione o addirittura respinti dai movimenti populisti e di destra in tutta Europa. E questo vale sia per i paesi in cui la legislazione sui diritti umani LGBTI+ è più avanzata, sia per i paesi che si trovano nelle prime fasi della lotta.

Perciò condanniamo qualsiasi attacco alla comunità LGBTI+ e ricordiamo alle persone che “un’offesa a uno è un’offesa a tutti”. E’ un danno per i sindacati, per tutti i lavoratori e per intere comunità.

Perciò condanniamo i tentativi di fare dei lavoratori LGBTI+ il capro espiatorio dei fallimenti economici e sociali dei governi. Non possono esistere comunità inclusive o luoghi di lavoro inclusivi senza supporto e inclusione per le persone LGBTI+.

Con particolare attenzione, sottolineiamo la necessità di tutelare i diritti dei nostri lavoratori transgender che sono sempre più spesso bersaglio di attacchi da parte di politici e colleghi. A tal fine,

  • chiediamo ai partiti politici e ai futuri membri del Parlamento europeo di proteggere e promuovere i diritti LGBTI+ nelle loro campagne elettorali e nel loro lavoro futuro.
  • chiediamo che l’UE e i paesi candidati collaborino per garantire la libertà, la sicurezza e l’uguaglianza per ogni persona LGBTI+, nell’UE e nel resto del mondo, compresa la difesa dei diritti LGBTI+ nelle politiche esterne dell’UE.
  • il Parlamento europeo, insieme alla nuova Commissione, dovrebbe svolgere un ruolo centrale in tal senso.

Violenza e le molestie sul posto di lavoro nei confronti delle persone LGBTI+

Infine, siamo molto preoccupati per la violenza e le molestie sul posto di lavoro nei confronti delle persone LGBTI+, compresi gli attacchi online. Alcuni sindacati europei stanno conducendo negoziati con le organizzazioni europee dei datori di lavoro, per proteggere i lavoratori dalla violenza e dalle molestie di terzi aggiornando le linee guida pertinenti.

I datori di lavoro hanno l’obbligo di garantire ambienti di lavoro sicuri e salubri e di proteggere i lavoratori dalla violenza e dalle molestie di terzi.

Perciò sottolineiamo che la protezione dalla violenza sul lavoro è un diritto fondamentale dei lavoratori ed è sancito dalle normative europee in materia di salute e sicurezza sul lavoro e dalla Convenzione 190 dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

Ci schieriamo totalmente a fianco di chi difende i diritti umani e civili della popolazione LGBTI+ e non solo. Le ideologie antidemocratiche non devono minare i principi di uguaglianza e non discriminazione su cui si fonda l’Unione europea. E che abbiamo il dovere di difendere nelle prossime elezioni europee di giugno.

“Un’offesa a uno è un’offesa a tutti”.