4 marzo

Passi indietro o passi avanti sui diritti civili? La realtà è complessa e sempre soggetta a interpretazioni.

A due giorni dall’8 marzo, giornata internazionale della donna, continuiamo il nostro confronto sui diritti civili, riprendendo il fil rouge con il precedente articolo del 3 marzo “da Marie Curie a Taylor Swift, paladina della comunità LGBTQ+.

Tra guerre devastanti che ci toccano sempre più da vicino e prossime elezioni europee di giugno, si sta paventando uno scenario europeo complesso e politicamente incerto.  E ogni volta sembra che i valori in discussione siano libertà, equità e inclusione. L’Europa è impegnata dal suo atto costitutivo a difendere democrazia e diritti umani, integrando questi valori in tutte le sue politiche e i suoi programmi. Eppure le nazioni si muovono e legiferano in maniera totalmente diversa.

Il 4 marzo scorso, la Francia, primo paese al mondo, ha reso l’aborto un diritto costituzionale. Alziamo lo sguardo e vediamo che lo stesso diritto in altri paesi europei è stato cancellato e viene punito con la galera. La stessa sorte tocca alle persone appartenenti alla comunità LGBTQ+. E la dichiarazione/denuncia può essere fatta anche da un estraneo!  https://arcipelagocanarie.eu/la-diversita-la-nostra-forza/

Purtroppo le cose stanno andando così, in Italia e in Europa: tempi difficili per le cosiddette minoranze. Diversità, equità e inclusione sembrano essere concetti estremi e bizzarri. Sono al contrario fondamentali nei contesti politici, economici e societari.

La politica trascura e spesso condanna questi valori, i maggiori economisti e ricercatori studiano e lavorano su di essi, perché la crisi economica impone ricerca e valorizzazione dei “cervelli”.

La diversità arricchisce le nostre società accogliendo ogni suo individuo con le sue peculiarità, sensibilità e diverse culture.  La diversità etnica nelle aziende è vista, oggi, come una risorsa per lo sviluppo di un’economia basata sulle conoscenze e sulle potenzialità individuali.

L’equità, cioè il pari trattamento degli individui, realizza e dà senso al concetto stesso di giustizia, permettendo ad ogni individuo di avere le stesse possibilità di realizzazione a livello personale, sociale, lavorativo ed economico.

L’inclusione, sentirsi parte integrante di una società civile, e anche lavorativa, migliora se stessi e gli altri. E soprattutto dà sicurezza e coraggio all’intera comunità.

Eppure ancora oggi, le case, le scuole, le aziende sono luoghi in cui si coltivano disparità e ingiustizie, quando non crimini, come il femminicidio.  Discriminazioni di genere, discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sull’età, bullismo, diffusione dell’odio attraverso i social media, diritti umani in discussione, cancellazione del diritto di manifestare, di associarsi, rigurgiti omofobi e razzismo: un ritorno al passato documento da atti e numeri (di cui parleremo ancora nel prossimo numero).

Sì, continueremo a parlarne…

Come quel piccolo sassolino che buttato nell’acqua immobile di uno stagno crea circoli sempre più ampi, così cercheremo di  riflettere  – e far riflettere – su ciò che accade, ognuno con il proprio punto di vista, ma sempre nel rispetto della Persona.