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Risalendo ancora la costa orientale, lasciamo Ingenio ed entriamo nel Municipio di Telde che è la seconda città, come popolazione, di Gran Canaria.

Telde ha registrato una notevole crescita demografica nel corso del XX secolo, superando la cifra di 100.000 abitanti negli ultimi anni. Rappresenta il secondo comune più popolato sia dell’isola di Gran Canaria che della provincia di Las Palmas.

Il comune si trova nella parte orientale dell’isola, al confine con i comuni di Valsequillo, Santa Brígida, Las Palmas e Ingenio.

Il comune ha una superficie di 102,43 km² ponendosi, pertanto, tra i municipi di maggiore estensione e si trova a 9,5 chilometri dalla capitale dell’isola.

L’altitudine della città è di 130 metri sul livello del mare, con il punto massimo del comune a 1.546 metri. Tale punto si trova alla testa del burrone di Pitango, tra le elevazioni di Montaña del Pleito e Mesa de la Gaviota.

Telde in Epoca aborigena

Telde già dal secolo XIV era uno dei dieci nuclei principali in cui era divisa l’isola. Dopo l’unificazione degli insediamenti circostanti Telde formò una specie di governatorato indipendente, i cui territori coprivano la metà del sud-est dell’isola.

Rivale di Gáldar, ci sono prove di una grande guerra tra i due clan: 10.000 uomini di Telde contro 4.000 di Gáldar. Lo scontro vide la vittoria di Galdar che, conseguentemente, portò alla riunificazione dell’isola, poco prima della conquista castigliana.

Esistono anche altri racconti di queste vicende, ma questa sembra la più accreditata considerando i reperti ritrovati.

Il nucleo aborigeno era diviso in tre settori intorno al Barranco de Telde. Le abitazioni erano diverse a seconda dello status sociale degli abitanti. Le grotte artificiali per la nobiltà nelle zone più basse e case nelle zone più alte per la classe plebea.

Sulla costa c’erano villaggi dedicati alla pesca costiera e alla raccolta dei molluschi. Essi erano composti da case artificiali e grotte, a volte circondate da mura, l’esempio più significativo è quello di Tufia.

All’interno, nelle scarpate, c’erano i villaggi dedicati all’agricoltura e all’allevamento, con aree abitative, granai collettivi e necropoli situate in grotte naturali o artificiali.

La presenza dei frati maiorchini nel XIV secolo fanno di Telde la prima città e la prima capitale di Gran Canaria. Essa fu la prima sede di un vescovado nelle Isole Canarie secondo la bolla di Papa Clemente VI del 1351.

Secondo le Cronache, questi missionari furono spesso odiati dai canari per varie ragioni alla fine di quel secolo si sbarazzarono di loro.

Ci furono vari tentativi dei castigliani per appropriarsi delle isole canarie ed infine solo nel 1482 riuscirono a vincere la tenace resistenza occupando Telde.

Dall’Ancien Régime al XXI secolo

Sebbene la fondazione ufficiale della città risalga alla seconda metà del XIV secolo, la rifondazione ebbe luogo nella primavera–estate del 1483. Dopo la vittoria delle armi castigliane, vi fu una ripresa socio-economica che portò anche alla costruzione di infrastrutture importanti per la crescita economica dell’isola.

Dai momenti immediatamente successivi alla conquista, Telde è stato un comune agricolo leader a livello regionale. Le sue colture principali furono canna da zucchero, vite, cocciniglia e infine banane e pomodori e questo portò ad un fiorente commercio di esportazione. A queste colture si affiancava un’agricoltura di sussistenza basata sui cereali (frumento e orzo) e un’importante attività zootecnica. Questa fu arricchita con l’avvento dei castigliani che incrementarono l’allevamento di bestiame, come i bovini.

Tutta questa attività permise un’importante espansione demografica ed economica. Le ragioni di questa ricchezza agricola si trovano nella fertilità del suolo nonché negli apporti di acqua dalle montagne e bacini idrici limitrofi (Valsequillo).

Nel XX secolo, la superficie coltivata del comune si estendeva per oltre 6000 ettari di terreno. Inoltre, altre attività andavano anche ad affermarsi soprattutto quelle legate all’artigianato.

L’esportazione dei prodotti veniva effettuata principalmente via mare, attraverso La Garita e Melenara il cui porto fu, per secoli, il principale collegamento col mondo esterno.

Telde non fu influenzata dalle frequenti incursioni di paesi nemici che colpirono l’isola tra i secoli XVI-XVIII. Tuttavia giocò un ruolo importante nella lotta contro gli attacchi degli inglesi Francis Drake (1595) e degli olandesi Van der Does (1599) contro Las Palmas.

Fino all’Ottocento, il comune fu teatro di varie rivolte popolari quasi tutte di carattere contadino a causa delle eccessive estorsioni che gravavano su di loro.

La politica repressiva di Franco portò ad eventi di inaudita violenza ancora oggi ricordati dagli abitanti più anziani.

Informazioni delle attività culturali del Comune

Il quartiere di San Francisco è conservato come un gioiello storico e funge da attrazione turistica per i visitatori.

Quello di San Juan riunisce i principali centri amministrativi e culturali del comune conservando anche una grande ricchezza architettonica. Il quartiere di San Gregorio è il centro economico del casco (centro storico).

L’altro grande centro è la valle di Jinámar, sul bordo settentrionale del comune, che riunisce un numero di abitanti paragonabile a quello del centro storico.

Jinámar concentra una grande attività economica, essendo la sede di diverse società dedicate al settore secondario in zone industriali.

Jinámar e le frazioni limitrofe negli ultimi decenni rappresentavano quartieri con una forte componente di marginalità sociale, disoccupazione e carenza di servizi. Ciò era dovuto al fatto che durante il regime franchista e nei primi anni della democrazia furono costruiti grandi blocchi di abitazioni economiche. Queste però presentavano condizioni di vita difficili.

Un intero conglomerato di persone di varia origine, con redditi bassi, viveva in zone con una deprimente mancanza di investimenti sociali.

Nell’ultimo decennio, tuttavia, questi nuclei sono progrediti verso una situazione migliore. Lentamente si stanno lasciando alle spalle lo stigma dei quartieri problematici, sebbene non raggiungano ancora il grado di benessere del ‘casco Teldense’.

Verso le cime si estendono i nuclei di Valle de los Nueve, Lomo Magullo, La Breña e Cazadores.

Un tempo villaggi dediti all’agricoltura, oggi sono quartieri dormitorio la cui popolazione è stagnante da anni. Tuttavia, conservano ancora alcune attività agricole principalmente da parte di piccoli agricoltori.

È nella zona costiera che si è verificata la recente crescita demografica più importante del Comune.

L’intera fascia tra La Garita e Salinetas ha conosciuto una crescita molto forte, associata alle costruzioni di immobili per famiglie benestanti.

Il sito dedicato, sempre aggiornato, che propone la continua attività culturale del Comune, lo potete trovare qui: https://teldecultura.org/.

Fonte immagine: https://pin.it/3Pwk3wA

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