Mer. Feb 21st, 2024
5 giugno5 giugno

5 giugno, giornata mondiale per l’ambiente: questa Terra è l’unica che abbiamo!

Proclamata nel 1973 dalle Nazioni Unite per ricordare l’importanza di preservare il pianeta il 5 giugno è la giornata mondiale dell’ambiente (World Environment Day).

La WED, celebrata in tutto il mondo, è istituita durante la prima conferenza delle Nazioni Unite incentrata sull’uomo e sulla sua interazione con l’ambiente. La necessità di occuparsi della salute del nostro pianeta era già stata manifestata in Svezia nel 1968, ma solo quattro anni dopo,  e una spesa di 30 milioni di dollari, si giunse ad un accordo tra i leader mondiali su come sensibilizzare l’opinione pubblica alla protezione del pianeta.

È interessante notare che la conferenza, fu guidata da Maurice Strong, un diplomatico canadese che lavorava nell’industria petrolifera e mineraria e che aveva un debole per l’ambiente. Il primo slogan scelto fu “Only one Earth”. Quest’anno, celebrando il 50esimo, lo slogan comune è stato: “Elimina l’inquinamento della plastica”.

…alcuni dati sconcertanti.

Ogni anno produciamo circa 430 milioni di tonnellate di plastica, metà delle quali è utilizzata una sola volta. Ogni persona sembra consumi più di 50.000 particelle di plastica all’anno (molte di più sono quelle che inaliamo) e i danni per la salute umana e degli animali sono quasi irreversibili. L’inquinamento da plastica e agenti chimici in Natura – spiega il WWF – ha superato il Planetary boundary (limite planetario), oltre il quale non c’è più la sicurezza che gli ecosistemi garantiscano condizioni favorevoli alla vita. L’ONU stima che “ogni anno 19-23 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei nostri mari, fiumi e laghi, quasi quanto il peso di 2.200 torri Eiffel tutte insieme”. La produzione è raddoppiata negli ultimi vent’anni e se non si interviene con politiche drastiche, che incidano su produzione e consumo, si stima che potrebbe triplicare entro il 2060.  

Insomma, i numeri impressionanti ci dicono che ce la stiamo mettendo tutta per creare danni irreversibili. Se ne parla poco e in maniera spesso superficiale – tanto è comoda ed economicamente vantaggiosa la plastica – ma l’esposizione ad essa può danneggiare la nostra salute in molti modi, influenzando potenzialmente la fertilità, l’attività ormonale, metabolica e neurologia; la sua combustione contribuisce all’inquinamento atmosferico.

Più di 800 specie marine sono colpite dall’inquinamento attraverso pericoli quali ingestione, soffocamento e impigliamento.

L’ONU

Dall’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite, “Chiudere il rubinetto: come il mondo può mettere fine all’inquinamento da plastica” di inizio mese, rileviamo che solo un accordo su piano globale, con un passaggio all’economia circolare, può sconfiggere l’inquinamento da plastica. Il passaggio a un’economia circolare può ridurre il volume di plastica che entra negli oceani di oltre l’80% entro il 2040; ridurre la produzione di plastica vergine del 55%; far risparmiare ai governi 70 miliardi di dollari entro il 2040; ridurre le emissioni di gas serra del 25% e creare 700.000 posti di lavoro aggiuntivi, soprattutto nel Sud del mondo. Le soluzioni suggerite nel Rapporto si indirizzano verso le 3 R: Riuso, Riciclo e Riorientamento della produzione.

Aggiungeremmo più Responsabilità, Consapevolezza e Amore per il Prossimo sia esso persona, animale o semplice Terra.

Ce la possiamo fare!

fonte immagini: greenpeace

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