25 aprile

25 Aprile, si festeggia il giorno della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista, nella seconda guerra mondiale. Giornata simbolo della Resistenza degli italiani all’occupazione tedesca. Ma anche di vicende orribili come quella delle Marocchinate

Eventi dolorosi della nostra storia che hanno aperto la strada alla Democrazia.

Ma…

“Ci sono sempre aspetti scomodi, oscuri, nelle vicende belliche”. Pagine ignobili che vengono rimosse. Lacrime di dolore che non hanno mai trovato giustizia. Una di queste riguarda “il diritto di preda dei reparti marocchini”, schierati con l’esercito francese.

Nel maggio 1944, nella valle del Liri, in Ciociaria, per aver contribuito allo sfondamento della Linea Gustav, i soldati marocchini ebbero il premio di due giorni di libertà e immunità.

Le ‘marocchinate’

Si tradussero in 50 ore di libertà e immunità per stuprare tutte le donne di interi paesi… “e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti, furono stuprati anche bambini e vecchi”, come riportò l’ufficiale britannico, Norman Lewis.

Si toccò l’apice della bestialità. 60 mila stupri furono compiuti in due giorni sulle donne ciociare: ragazze, bambine, vecchie. Nessuna fu risparmiata. Donne inermi date in premio alle truppe coloniali francesi, che ci aiutavano a cacciare l’invasore tedesco. Stupri di gruppo, violenze inaudite, uccisioni. Si fa fatica, ancora oggi, a leggere i fatti.

Passarono alla storia moderna come le “marocchinate”. Dispregiativo con cui venivano indicate le donne violentate. Eventi negati prima e taciuti per anni, per nascondere la vergogna di quell’atto compiuto da soldati alleati. Senza rendere giustizia alle vittime.

La colpa fu data ai facili costumi delle italiane e alle abitudini tribali delle truppe marocchine!

LA CIOCIARA

«Adesso lui mi stava sopra; e io mi dibattevo con le mani e con le gambe; e lui sempre mi teneva fissa la testa a terra contro il pavimento, tirandomi i capelli con una mano; e intanto sentivo che con l’altra andava alla veste e me la tirava su verso la pancia e poi andava tra le gambe….”

Dal libro di Moravia “La ciociara”

Gli storici applicarono una censura ignobile su questi fatti, fino agli anni 2000. Prima di allora, li aveva denunciati solo Alberto Moravia con il suo romanzo “La ciociara“, da cui De Sica trasse spunto per il suo meraviglioso film, con lo stesso titolo.

Eppure nel 1951, centinaia di donne, ferite nel fisico e nell’anima, manifestarono con coraggio, affollandosi nel cinema di Pontecorvo (dove sono nata) per chiedere giustizia. Quelle donne, ignoranti, offese, umiliate ma non vinte, sollevarono un grande dibattito parlamentare, ma rimasero inascoltate.  

La vicenda la riaprì nel 2004, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, che volle assegnare la medaglia d’oro al valor civile ai paesi della Ciociaria, colpiti da tanta efferata crudeltà. Conseguentemente, l’associazione “vittime delle marocchinate” denunciò la Francia per la responsabilità che ebbe nell’aver concesso alle sue truppe “tale premio”.

Bruciano ancora i ricordi tra le donne ciociare, racconti di madri e nonne, sempre velati, pieni di cose dette e non dette.

Lu diavulu passò su noi”, raccontarono quelle donne, nelle poche interviste fatte. Più di cinquant’anni dopo, quando, finalmente, si è deciso di squarciare il velo.

Solo nel 2008 le Nazioni Unite hanno riconosciuto lo stupro come “crimine di guerra”.

Allora come ora, lo stupro di donne e bambini viene usato come arma di guerra. Ne abbiamo parlato anche nel nostro articolo sul conflitto ucraino. Clicca qui https://arcipelagocanarie.eu/ucraina/

25 aprile, giornata della Liberazione e della resistenza. Il nostro pensiero va a loro, a tutte le donne vittime delle guerre. Di ieri e di oggi.

fonte immagine: La ciociara – film di De Sica –